La Terra dei Fuochi vuole tornare in piazza: giovedi corteo ad Acerra

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Terra dei Fuochi il corteo di Acerra del 7 luglio 2017
Terra dei Fuochi il corteo di Acerra del 7 luglio 2017

Qui l’ultima grande manifestazione popolare si consumò nel 2017. E all’epoca gli obiettivi erano sempre gli stessi: no ai roghi e alla quarta linea dell’inceneritore         

 

A proposito di protesta popolare la sensazione netta è di un ritorno allo spontaneismo basato sul tam tam dei social. Nessun comitato “strutturato e organizzato” e tantomeno nessun partito. Per scendere in piazza e urlare alle istituzioni la rabbia di un popolo che si sente offeso e in pericolo oggi più che mai potrebbe risultare sufficiente un elementare volantino pubblicato con insistenza su Facebook. A questo semplice meccanismo non sfugge Acerra, territorio dal quale campeggia, altissimo, l’unico inceneritore bruciarifiuti di tutta la Campania. Una zona in cui peraltro ogni giorno continua imperterrito il flagello dei roghi tossici appiccati nella campagna. Intanto qui alcuni “cittadini militanti” stanno tentando di mobilitare tutti.

Due gli obiettivi: lanciare di nuovo l’allarme contro i gli incendi incontrollati di rifiuti e dire no alla decisione del presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, di far realizzare un quarto forno nell’inceneritore. Una quarta “linea” che De Luca definisce però soltanto come sostitutiva delle altre tre, quando cioè la manutenzione straordinaria dell’impianto ne imporrà, tra qualche anno, lo stop forzato. Ma da queste parti c’è chi non si fida per niente. Comunque ad Acerra non sono soltanto i social ad alimentare il tentativo di reazione popolare. Qualche giorno fa gli ambientalisti più battaglieri si sono guardati in faccia ed hanno discusso tra loro per un’intera serata. Si sono riuniti in piazza Duomo per preparare il corteo del prossimo 28 luglio.

L’appuntamento è quindi fissato a giovedi. E’ una situazione che sembra la fotocopia di quella che si creò esattamente cinque anni fa. Il 7 luglio del 2017 gli acerrani sfilarono numerosissimi in corteo proprio per dire no alle stesse cose contro cui ci si sta mobilitando adesso.

Migliaia di persone parteciparono alla manifestazione contro l’escalation dei roghi tossici e l’annuncio della Regione, già anticipato all’epoca, di voler aggiungere una quarta linea di incenerimento dei rifiuti nel termovalorizzatore. Quello del luglio 2017 fu il primo segnale nell’hinterland della ripresa della mobilitazione popolare per il diritto alla salute e ad avere un ambiente sano e vivibile. In testa al corteo di un lustro fa c’erano le donne di via primo maggio, una zona funestata dalle esalazioni di una discarica di rifiuti industriali che non accennava a spegnersi. Situazione questa che fece alimentare la tensione di quei giorni. Sotto il municipio ci fu un brutto battibecco tra l’ex sindaco, Raffaele Lettieri, e una signora residente nell’area funestata dai fumi dello sversatoio chimico. Una piccola folla si piazzò davanti all’auto dell’ex primo cittadino, oggi presidente del consiglio comunale in pectore. Nel 2017 la gente era proprio inviperita. Solo l’intervento della polizia fece in modo che Lettieri potesse rientrare a casa durante la protesta. E adesso si profila una nuova manifestazione. Un altro corteo. La voglia di scendere in piazza finisce sul banco di prova di una fase storica caratterizzata dallo sfinimento di intere popolazioni vessate dai problemi ambientali e da vecchi e nuovi problemi economici.