La natura lancia gravi segnali di allarme
La terra è in pericolo e bisogna sconfiggere i falsi profeti
Di Luigi Jovino
Dalle nostre campagne, un tempo rigogliose e prodighe, arrivano giustificati segnali di allarme. Malattie come la peronospora e l’oidio ed un tempo inclemente e bizzarro hanno diminuito di molto la produzione di uva. Scarso si preannuncia anche il raccolto di noci. Diversi agenti patogeni, importati dall’estero e favoriti dal cambiamento climatico stanno compromettendo quasi del tutto la produzione di frutta e verdura. Infatti una mosca insidiosa ha ridotto i raccolti di pesche, mentre le albicocche sono state colpite dalla Sharka ed i pomodorini del piennolo hanno subito danni a causa di una fitopatologia a cui gli agricoltori hanno dato il nome di ‘culo di scimmia’. In pericolo per l’invasione di insetti e di muffe sono anche gli uliveti, i castagneti ed i campi di kiwi. Le conseguenze di questa situazione già si notano nei supermercati e dal fruttivendolo, dove si registrano aumenti dei prezzi, insostenibili per tante persone .
E non è ancora finita perché i rincari si faranno sentire specialmente nei prossimi mesi. Insomma, i cambiamenti climatici stanno creando danni gravissimi alla nostra agricoltura ed ancora più preoccupanti sono le conseguenze sulle popolazioni inermi. Solo qualche settimana fa una tempesta in Libia ha portato alla morte 20 mila persone e non si contano i danni, le frane, i lutti e le devastazioni che si registrano oramai, anche in Italia, ogni volta che piove. Dalle autorità, purtroppo, non arrivano segnali incoraggianti per la risoluzione dei problemi. Il Governo attuale con un’operazione di facciata ha occupato, con propri uomini, quasi tutti gli spazi dell’informazione pubblica per mandare messaggi rassicuranti. Da radio e televisioni ogni giorno si sente dire che in Italia le cose vanno bene perché è diminuita la percentuale di disoccupati, è sceso lo Spread mentre il Prodotto interno lordo è in risalita. Molti indicatori , pertanto, segnalerebbero che in Italia la situazione sociale ed economica sia in rapido miglioramento.
I cittadini, sempre più confusi, però, hanno la possibilità di constatare che gli aumenti dei prodotti alimentari sono diventati insostenibili, la benzina sulle autostrade ha superato il prezzo di 2,30 euro a litro e che i poveri sono sempre di più. Non confortano neanche le iniziative avviate dai politici che governavano prima, dimostratisi incapaci di fermare l’inflazione e di avviare le riforme per rilanciare l’economia dopo il triste periodo del Covid. In una situazione così drammatica cosa si dovrebbe fare? Credo che sia necessario, prima di tutto, prendere coscienza che la terra è malata gravemente e regolarsi di conseguenza. Questa affermazione appare banale, ma bisogna considerare che una parte dell’opinione pubblica sembra non aver compreso la gravità dei problemi che stiamo vivendo.
Questo accade per il disinteresse e anche per la diffusione di notizie tendenziose di un nutrito gruppo di giornalisti, di sedicenti scienziati e di opinionisti, che contro qualsiasi evidenza e senza tener conto di dati e statistiche, negano che siano in atto sconvolgimenti del clima, in grado di mettere in pericolo la sopravvivenza della specie umana. Dopo aver sconfitti i falsi profeti sarà opportuno adottare quei comportamenti che evitano gli sprechi, diminuiscono il consumo di energia e ricollocano le risorse al proprio posto. Ognuno di noi può dare contributi determinanti. In un opuscolo il Wwf ha descritto: ‘Cinquanta piccole iniziativa da prendere per salvare il mondo’. Non siamo arrivati all’ultima spiaggia. Basta prendere coscienza dei fatti e impegnarsi in questa battaglia risolutiva per le sorti del Pianeta.

