La minaccia anonima: « Ti ruberemo tutto. Prenderemo anche te ». Il pizzaiolo Paolella: « Vivo nel terrore, aiutatemi ! »

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« Ci prenderemo tutte le macchine che vogliamo e poi ci prenderemo anche te ». Adesso arrivano pure le minacce anonime attraverso il telefono dopo l’incendio della pizzeria e quattro furti consecutivi di autovetture personali e di veicoli da lavoro. La brutta frase pronunciata in dialetto stretto è stato rivolta al pizzaiolo Gaetano Paolella, 34 anni, un giovane piuttosto noto in zona per la bontà delle sue pizze. Le parole che la scorsa settimana hanno gelato Paolella sono giunte dopo una serie impressionante di episodi ai danni del commerciante. « Vi rendete conto ? Faccio il mio lavoro e devo avere paura ! Non si vive così », lo sconforto dell’ennesima vittima di una violenza di strada ancora tutta incomprensibile. Impressionante però è la scia di episodi che stanno caratterizzando questa vicenda da classica invivibilità metropolitana. A novembre del 2016 la pizzeria Paolella è stata completamente distrutta da un incendio doloso. I carabinieri hanno denunciato il presunto piromane, un 17enne figlio di buona famiglia. Un ragazzino che avrebbe utilizzato metodi da criminale più che consumato per mettere a segno quel disastroso incendio e quindi resta il sospetto che non abbia agito da solo. Non è finita. Quaranta giorni dopo Gaetano è riuscito a rimettere in sesto l’esercizio commerciale, riaperto a gennaio. Successivamente però sono iniziati altri problemi. Nello spazio di qualche mese i ladri hanno rubato al pizzaiolo tre autovetture personali, acquistate dopo ogni furto per sostituire la macchina rubata. Poi è stata la volta di un motorino e infine di una Panda, entrambi veicoli utilizzati per le consegne a domicilio delle pizze. E ieri la minaccia telefonica. I criminali hanno fatto capire a Gaetano che l’obiettivo è quello di metterlo in ginocchio, di far chiudere la pizzeria. Nel frattempo la vittima di questa vicenda si sta sistematicamente rivolgendo ai carabinieri. Sta sporgendo regolarmente denuncia ogni volta che gli capita qualcosa di spiacevole. « Io, mia madre, la mia famiglia stiamo vivendo nel terrore: aiutateci », l’appello del pizzaiolo. Paolella, in occasione dell’ultimo furto, quello della Panda, aveva avanzato il sospetto che settori dell’economia criminale vogliano fare piazza pulita di ogni forma di concorrenza nel commercio. Un sospetto simile era stato avanzato anche l’anno scorso, dopo gli attentati incendiari alla bigiotteria Di Buono. Bigiotteria che ha chiuso i battenti nel centro storico per trasferirsi in un’altra zona della città, dove il titolare non ha avuto più problemi.

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