Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’ing. Vincenzo Piscitelli, candidato ed ex consigliere comunale
Mancano ormai pochi giorni al ballottaggio del 7 e 8 giugno che vedrà contrapposti Antonio Granato e Silvia Svanera nella corsa alla guida del Comune di Somma Vesuviana. Una sfida che, nelle ultime settimane, ha assunto sempre più una dimensione sovracomunale, con l’arrivo in città di parlamentari, consiglieri regionali, assessori ed esponenti nazionali del centrosinistra chiamati a sostenere la candidatura di Silvia Svanera.
Una presenza massiccia che pone però una domanda politica tutt’altro che secondaria: dov’erano questi rappresentanti istituzionali quando Somma Vesuviana viveva una delle fasi più delicate della sua storia amministrativa?
Per giorni i cittadini hanno assistito a un susseguirsi di comizi, incontri pubblici, fotografie e appelli al voto. Un vero e proprio pellegrinaggio politico che racconta quanto il voto sommese sia considerato strategico dagli equilibri regionali. Eppure è proprio qui che emerge una contraddizione evidente.
La memoria dei cittadini non è corta. L’ultima esperienza amministrativa guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno si è conclusa anzitempo in un clima caratterizzato da tensioni e dinamiche che molti osservatori hanno ricondotto più agli equilibri politici esterni che alle reali esigenze della comunità locale. Una vicenda che ha lasciato in molti la sensazione che il destino dell’amministrazione cittadina sia stato deciso lontano da Somma Vesuviana, all’interno di logiche e accordi che nulla avevano a che fare con le priorità dei cittadini.
Ed è proprio questo il punto politico centrale. Chi oggi arriva a Somma Vesuviana per chiedere fiducia agli elettori dovrebbe spiegare ai cittadini quale garanzia esista affinché il futuro dell’ente non venga nuovamente condizionato da decisioni assunte nelle segreterie di partito o nei palazzi regionali.
I sommesi hanno il diritto di scegliere il proprio sindaco e la propria amministrazione senza il timore che, una volta spenti i riflettori della campagna elettorale, il destino della città possa essere nuovamente subordinato a strategie che guardano altrove.
Le campagne elettorali passano, le passerelle finiscono e gli onorevoli tornano a Roma o a Napoli. A restare sono i cittadini, i problemi della città e la necessità di garantire stabilità amministrativa.
Per questo motivo il tema vero di questo ballottaggio non è soltanto chi vincerà tra Antonio Granato e Silvia Svanera. La questione è capire se Somma Vesuviana potrà finalmente tornare ad essere governata dai sommesi e per i sommesi oppure se continuerà ad essere terreno di conquista per strategie politiche decise altrove.
I cittadini, questa volta, meritano una risposta chiara prima di recarsi alle urne.







