Home Cronaca La faida di camorra ignorata: a Brusciano un altro raid con bomba

La faida di camorra ignorata: a Brusciano un altro raid con bomba

2794
0
CONDIVIDI

Sono almeno sei gli ordigni fatti deflagrare a Brusciano in meno di un anno. Tutti a scopo intimidatorio, nell’ambito della faida di camorra che va avanti da oltre un anno in città.

Ieri sera l’ennesimo attacco dinamitardo. Una bomba è esplosa nel parco del rione 219. Il boato si è sentito anche nei comuni vicini. Nessuno è rimasto ferito. Tanta la paura per i residenti. Lo scoppio ha procurato danni ad uno degli stabili che compongono il complesso abitativo di edilizia popolare. Erano passate le 21 quando l’ordigno è saltato in aria. Secondo quanto si è appreso, sarebbe stato piazzato alle spalle della sede dell’Asl, in un viale che conduce alle scale di alcuni palazzi del parco. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. I militari dell’Arma hanno provveduto a delimitare la zona dove si è verificata l’esplosione. Indagano i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone.

Si ipotizza che con l’attentato dinamitardo gli autori abbiano voluto lanciare un messaggio ad uno dei capi dello spaccio di droga della zona. Nello stesso parco diverse sono le piazze dove si smerciano stupefacenti, e la loro gestione è riconducibile a due gruppi malavitosi, uno dei quali è legato al clan storicamente presente a Brusciano, quello dei Rega, l’altro a quello che potrebbe essere definito il gruppo degli scissionisti, soggetti che fino a un anno e mezzo-due anni fa, facevano affari sporchi con la cosca da sempre attiva nel piccolo comune ai piedi del monte Somma. Poi qualcosa è andato storto, un episodio ha creato malumori e sospetti tra gli affiliati, ed è iniziata la faida di camorra. Le due fazioni rivali si stanno scontrando principalmente per il controllo del traffico di stupefacenti, fiorente da qualche anno a Brusciano, comune dove si è sviluppato il più grande “supermercato” di droga di tutto l’agro-nolano.

La guerra tra le due cosche malavitose che si contendono l’affaire ‘droga’ continua da dicembre del 2016 nell’indifferenza generale, anche da parte di quella fetta di stampa che probabilmente considera la faida di camorra a Brusciano meno pericolosa e meno degna di attenzione di quelle che si consumano altrove. Il punto in cui ieri è esplosa la bomba è frequentato continuamente da bambini. I piccoli vi passano a piedi, in bici, con gli scooter elettrici, con il pallone tra i piedi. Si confondono nel viavai continuo di tossicodipendenti che vanno ad acquistare le dosi di stupefacenti. Ieri è stata una fortuna che nessuno sia rimasto ferito, perché solitamente, a quell’ora, l’afflusso di avventori aumenta e i bambini stanno ancora a giocare all’aria aperta. Gli abitanti del posto, quelli che che con la camorra e con i suoi giri non c’entrano nulla, sono esausti. Dopo l’esplosione di ieri, c’è chi ha raccontato dei figli in lacrime, chi di animali domestici a cui è scappata la pipì per lo spavento. E quello scoppio aveva rappresentato soltanto il culmine di liti che andavano avanti dal pomeriggio a suon di petardi. Il fragore cupo dell’ultimo scoppio ha messo fino a un pomeriggio infernale di una guerra (ignorata) a cui non si riesce proprio a porre un argine.