Il Sud che aspetta Boccia

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Il salernitano Vincenzo Boccia Presidente di Confindustria mette il Mezzogiorno al centro del suo programma. Obiettivi strategici  legati ai fondi europei e al Masterplan del Governo.

Angosce e speranze. Difficoltà e fiducia. Da  più di due lustri l’apparato produttivo  del Mezzogiorno è afflitto da questo dualismo. Un pendolo scandito da crisi industriali e ipotesi di sviluppo. Perché tutto non resti nelle  agiate  sedi  di convegni e  seminari è necessario che chi ha il potere di smuovere le cose lo faccia ed in fretta. Queste considerazioni (non tanto private) va facendo in questi giorni il nuovo Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Nella storia della Confederazione degli industriali, il salernitano Boccia è il secondo a sedere sulla poltrona più rappresentativa delle industrie italiane. Prima di lui il napoletano Antonio D’Amato. Tra pochi giorni  Boccia riceverà l’investitura ufficiale, ma ha già nominato la sua squadra. Un gruppo dirigente che dovrà fare i conti con le numerose istanze che hanno accompagnato il neopresidente verso il successo.

Per ora  Boccia ha tenuto per  sè il credito , le reti d’impresa , l’energia. Tre settori fondamentali attraverso i quali si può leggere la strategia della sua Presidenza per  i prossimi  quattro anni. Sull’energia e sull’ambiente si concentreranno forse le azioni più significative per il Mezzogiorno. Nel programma presentato ci sono priorità che si raccordano con i fondi europei e il Masterplan del Governo. Renzi  ne sarà soddisfatto. Per l’energia e l’ambiente, è noto che il Sud sconta  ritardi  storici  e qualche contraddizione. I casi paradossali di inquinamento e gestione di prodotti petroliferi, come Taranto o Gela, trovano posto nelle cronache, ma non potranno  rappresentare ancora a lungo il volto di  questa parte d’ Italia. Gli anni ‘60 e ‘70 sono stati di industrializzazione sinta in un settore che serviva al decollo industriale. Ma per la nuova leadership industriale è l’Italia tutta, che deve diventare  strategica come approdo del Sud Europa per il mercato del gas naturale , delle fonti tradizionali e non solo. La cornice è quella di una integrazione tra tutte le componenti di un sistema energetico moderno , a salvaguardia dell’ambiente e delle città. Occorrono investimenti di lungo periodo che non dovrebbero mancare. E’ anche prioritario,però, che altri Paesi riconoscano il ruolo chiave della nostra industria. I porti saranno di nuovo l’attracco privilegiato per la raffinazione e la distribuzione dei prodotti petroliferi ? Torneranno a dare lavoro a tanta manodopera specializzata della Sicilia, della Campania , della Puglia ? Le risposte a queste domande suggestionano anche i sindacati. Dicono che ci sono le potenzialità per nuova occupazione, nuova qualità della vita e tutela dei territori . L’orizzonte si allarga, investe altri settori industriali in crisi: il manifatturiero, i trasporti, la chimica. I fondi europei che – non senza colpa – tre Regioni stanno rimandando indietro, dovranno essere impiegati rapidamente  e senza distrazioni.

Ma c’è anche un altro pensiero di Vincenzo Boccia che stimola gli osservatori : l’idea di un Paese unito. Concetto forse abusato, ma sempre carico di speranza. Le leve per rimettere in sesto l’economia vanno rese più agili e moderne. Nel complesso, dice Boccia nel suo programma,  l’Italia resta un Paese dove gli impieghi produttivi sono scoraggiati e quelli improduttivi sono alimentati da protezioni e da un’allegra distribuzione delle risorse pubbliche. Se non si affrontano con decisione queste distorsioni non si andrà molto lontano. Come per l’energia e l’ambiente si fa strada un idea di sviluppo appoggiata su criteri socio-economici virtuosi ed integrati. Occorrono interventi chirurgici dall’alto e dal basso, utili anche per il mondo delle imprese. Vanno corretti alcuni comportamenti  distorsivi. Il calo degli investimenti nelle aree depresse, documentato da decine di ricerche ne è la controprova.  Entro il 2020 si potranno fare molte cose  e il messaggio che arriva è di una partita da giocare con determinazione e senza tempi supplementari.****

 

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