Il Piano eolico e una mozione contestata

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Parco eolico in Irpinia

La Campania ha un piano energetico  – il PEAR- vecchio di 7 anni che , come  descritto da il mediano.it pochi giorni fa, va rapidamente rivisto. Anche in funzione di alcune emergenze ambientali. Accade, però, che il Consiglio regionale  approvi una mozione del consigliere  Vincenzo Viglione  del  M5S che impegna la Giunta regionale a “sospendere le autorizzazioni degli impianti ad energia rinnovabile da fonte eolica”. I cittadini e i comitati civici, vengono allertati affinché ” il paesaggio dell’Alta Irpinia e dell’Alto  Sannio ottengano la dichiarazione di notevole interesse pubblico”. In  altre parole le aree più  interessate alle installazioni di nuove pale eoliche  da escludere  da qualsiasi programma. Facile  intuire che la battaglia progressivamente si estenderà   anche ad altri territori della Regione.  Per ora la provincia di Avellino con il 6,2% di  eolico prodotto,  è la terza in Italia dopo Catanzaro e Foggia. Lo stop approvato dal Consiglio regionale comporta  alcuni  rischi: che il nuovo PEAR slitti di molti mesi;  che  i progetti in corso non saranno completati; che non si giunga a quella integrazione di fonti e strutture necessarie . Forse la mozione, sebbene approvata all’unanimità, non ha  nemmeno ben considerato le reazioni delle imprese. L’assoRinovabili – l’Associazione delle  aziende produttrici di energie  non inquinanti –  infatti non è stata a guardare . Anziché cogliere l’opportunità di dotarsi di una seria e lungimirante programmazione energetica, all’interno della quale le rinnovabili possano trovare la miglior valorizzazione –  spiegano –  la  Campania spreca un’altra occasione.  Strumentalizza la colpevole mancanza del PEAR per bloccare la costruzione di nuovi impianti per la produzione di energia pulita.  Questi porterebbero minori polveri sottili, sviluppo per la Regione e il Paese, crescita del PIL e nuovi posti lavoro.  All’iniziativa del M5S (  la cui opposizione all’eolico  sembra  un pò contrastare  con le battaglie su larga scala a favore delle rinnovabili ) le aziende che stanno investendo evidenziano  ” che negli ultimi 3 anni sono stati realizzati  15 progetti, di cui solamente 2 di medie dimensioni, per una potenza complessiva di 48,2 megawatt , pari al 5,6% di tute le installazioni nazionali dell’ultimo triennio” . Il dato è utile per abbassare i timori di una possibile deturpazione del paesaggio, che in ogni caso  deve essere salvaguardato. L’ Associazione è pronta a reagire con strumenti legali per tutelare  gli interessi dei soci.  E’ assurdo e illegittimo – aggiungono- che  si approvi una moratoria eolico . In campo ci sono 61 progetti per decine di milioni di euro e di rischio di deturpazione, nemmeno a parlarne. Se tutto va come previsto, comprese le autorizzazioni di impatto ambientale, entreranno  in esercizio solo gli impianti che riusciranno ad accedere agli  incentivi.  Sul territorio campano si contano oggi 200  strutture   che generano energia per 160 mila famiglie.I penstastellati  temono che  il loro numero salirà a 300 interessando  tra l’altro i Comuni di Cairano, Casalbore, Aquilonia. Dovrebbero fornire energia e integrarsi con le reti. I Comuni hanno firmato delle convenzioni per le installazioni, ma nella mozione  è scritto che la Giunta regionale  dovrà “vigilare sulla corresponsione delle royalties da parte delle aziende produttrici a titolo di risarcimento ambientale”. Un monito o uno scambio per le  concessioni? Alla fine solo una questione di soldi?

SOCIETA’/PUBBLICO E PRIVATO

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