Il Papa è innocente

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Ci sono storie che hanno dell’incredibile, intrecciano fatti e persone con coincidenze inverosimili. Se poi certe situazioni diaboliche coinvolgono il Papa, capite bene che c’è da restare sbalorditi.

Quel sant’uomo si preoccupa dei carcerati e ha ben pensato di andare a trovarli, consapevole che costoro non hanno preso l’iniziativa di fare visita a lui per tante ragioni. Non sappiamo esattamente cosa si sono detti nella sala allestita per l’incontro ma, come in ogni compagnia che si rispetti, tutti i problemi sono stati accantonati perché nel frattempo è stata preparata una bella tavolata come tra vecchi amici.

Arrivati al caffè, qualcuno si è accorto di due sedie vuote. Le guardie, che nel frattempo stavano in cucina a mangiare su un tavolino in disparte, hanno minimizzato e tranquillizzato i presenti, ma era evidente che quell’apparente calma nascondeva la speranza di arrivare almeno al dolce. È stato a quel punto che il Papa ha chiesto l’amaro: aveva capito tutto.

Due ladroni, napoletani, erano scappati, evasi, subito dopo il trittico di carne e immediatamente prima delle patate al forno. Un fatto spiacevole, che non ha impedito al Papa di spiegare ai presenti rimasti il passo del Vangelo dei due malfattori entrambi crocifissi insieme a Gesù. L’atmosfera, però, non era quella giusta e gli altri si lamentavano dicendo che i due ladroni erano scappati temendo l’arrivo del conto.   Le indagini si sono concentrate su pochi punti: perché sono scappati dopo pranzo? E non prima? O durante?

Senza nulla togliere al fiuto dei nostri investigatori, la risposta ce l’abbiamo, è semplice: da buoni napoletani sono scappati dopo pranzo perché dopp mangiat s’arraggion meglio!