Il Napoli 2 non esiste (ancora). La maledizione dei titolarissimi

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Brutto passo falso del Napoli, che nel turno infrasettimanale pareggia 1-1 al Maradona contro il neopromosso Lecce, fallendo l’occasione di agganciare la Roma in testa alla classifica. Spalletti ha optato per un grosso turnover, cambiando 6/11 rispetto alla partita di Firenze, e forse questa è stata la causa di un primo tempo opaco da parte degli azzurri, che aldilà del gol di Elmas, hanno creato poco. Nello specifico Ndombele è sembrato avere ancora una pessima condizione fisica, oltre ad aver causato il rigore (dubbio), parato poi da un Meret in lenta ma costante crescita. Raspadori invece è apparso meno ispirato e coinvolto nel gioco rispetto a domenica scorsa, anche se probabilmente la sua sostituzione è stata troppo anticipata. Buone le prestazioni di Ostigard e Olivera, che hanno mostrato un ottimo senso della posizione, gamba ed anche una discreta tecnica in fase di impostazione. Nel secondo tempo il Napoli ha attaccato con più grinta, ma i cambi non hanno dato gli effetti sperati.

Lobotka e Zielinski hanno dato più vivacità in impostazione e tra le linee, mentre tardiva è stata la sostituzione di Elmas per un Kvaratskhelia parso comunque sottotono, cercando troppo spesso di forzare il dribbling, invece di crossare in area per i compagni. Formazione quindi che si è rivelata troppo sperimentale, nonostante l’avversario fosse alla portata, e che suggerisce a Spalletti, almeno per il momento, di fare un turnover più ridotto, permettendo ai nuovi di inserirsi con più calma e di trovare la giusta intesa con i compagni.