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Quaranta minuti per rianimare, la tenacia e la competenza di medici e infermieri e un pizzico di fortuna, che non guasta mai in questi casi: avvengono così i miracoli. Che magari proprio miracoli non sono, ma che comunque lasciano piacevolmente stupiti e, soprattutto, consentono di apprezzare la professionalità e la bravura di certi medici e anche di certe strutture sanitarie. Miracolo o no, quella capitata ad un 48enne di Somma Vesuviana è un’avventura a lieto fine: merito dell’attivismo del personale del pronto soccorso della clinica Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano, che non si è arreso fino a quando non è riuscito a salvarlo, a strapparlo letteralmente alla morte. L’uomo qualche giorno fa è arrivato in clinica in seguito ad un arresto cardiocircolatorio. Era un sabato notte, intorno alle 2,30: i familiari lo portano nel presidio ospedaliero in pochi minuti ed è lì che trovano la dottoressa Adriana Gallotta, medico di turno al pronto soccorso. Con lei ci sono due infermieri e altri due medici, ai quali si aggiungeranno un tecnico di radiologia, una guardia, un ambulanziere. Una squadra, insomma, che col senno di poi può essere definita vincente: “Ognuno ha fatto la sua parte e ognuno ha contribuito a salvare una vita umana”, spiega la dottoressa Gallotta. Si decide, infatti, di applicare il protocollo per la rianimazione, ma anche di prolungarlo: fino a 40 minuti, pur di non arrendersi e non dichiarare il decesso. Il 48enne passa da una morte praticamente certa al ritorno alla vita: per giunta senza seri danni neurologici. Lo confermeranno anche i medici del Cardarelli, dove dopo il salvataggio viene mandato per ulteriori accertamenti. Ed è per questo che tutti parlano di miracolo, persino la dottoressa Gallotta, che pure non manca di senso pratico: “Noi abbiamo fatto la nostra parte, ma qualcosa di miracoloso c’è stato”, ammette. Il paziente e i suoi familiari, però, ci tengono moltissimo a ringraziare Adriana Gallotta e tutto lo staff della clinica Santa Lucia: hanno evitato una tragedia, hanno mostrato forza, coraggio e passione per il loro lavoro, hanno agito con prontezza e tenacia. Se il 48enne è ancora tra noi, è soprattutto merito loro.

 

nella foto lo staff di quella notte