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Era l’anno 1969 quando la sezione staccata del liceo “Cuoco” di Napoli ottenne finalmente la sua autonomia, divenendo il Liceo Scientifico di Somma Vesuviana.

Nel 1980, durante la cerimonia di saluto per il pensionamento, il Preside Leopoldo Saggese affermò queste lapidarie parole: “…i giovani studenti di Somma Vesuviana sono i migliori che io abbia mai incontrato….”.  Lo stesso giudizio lo espresse successivamente anche il Preside Gabriele Perillo. Ma oggi, dopo cinquanta anni di attività, si può ribadire la stessa cosa?

Correva l’anno 1969, era l’anno dello sbarco sulla luna, quando la sezione staccata del liceo “Vincenzo Cuoco” di Napoli fondato nel 1926,  ottenne finalmente la sua autonomia, divenendo il Liceo Scientifico di Somma Vesuviana; ci sarebbe voluto molto tempo ancora per acquisire la denominazione attuale di “E. Torricelli”. Purtroppo i primi verbali e i numerosi documenti relativi agli anni 1961 – 66, che si trovavano presso la sede napoletana, furono distrutti in seguito ad un incendio. Precedentemente, nel 1966, i maturandi sommesi furono Raffaele Allocca, Rosa Barra, Francesco Corcione, Domenico Indolfi e Gabriele Vitagliano. Il liceo di Somma, quale succursale del Liceo Cuoco di Napoli, era nato infatti nel 1961, quando fu istituita la prima classe di cui faceva parte il compianto Sindaco Dott. Raffaele (Ferdinando) Allocca. A quell’epoca solo quei sei giovani arrivarono alla maturità finale, che si tenne a Napoli. Nel 1969, con il Preside Mario Viggiano, il Liceo Scientifico di Somma ebbe finalmente la sua autonomia. La cerimonia fu accolta con forte entusiasmo e una sentita emozione, poiché tutti i docenti e gli alunni provarono finalmente un profondo sentimento di libertà, come riferiva il compianto prof. Mario Dura. Pian piano la struttura crebbe di importanza e di alunni, a dimostrazione della serietà degli studi e dell’impegno costante dei docenti. Le Amministrazioni cittadine dimostrarono grande sensibilità per il Liceo e lo aiutarono nel faticoso cammino verso la soluzione non facile dei vari problemi di ordine strutturale e burocratico. Una delle prime sedi era dislocata in via Don Minzoni (Località Sant’Angelo ove è ubicato l’attuale parcheggio), poi arrivò la struttura in via Verdi ed infine via Aldo Moro. Bisognava dare, però, un nome all’istituto e a tal riguardo fu istituito internamente un referendum per la scelta. Le proposte furono: “Evangelista Torricelli” e “Plinio il Vecchio”. Ci furono lunghe dispute nel collegio dei docenti e nel Consiglio d’Istituto: da una parte il Reverendo Don Peppino Romano, insegnante di Scienze, che si batteva con passione per Plinio il Vecchio e da l’altra i sostenitori del matematico Evangelista Torricelli. Alla fine prevalse il partito del prof. Mario Dura che indicava in Torricelli il nome della struttura. Gli anni successivi hanno visto il crescere del Liceo, che godette l’arrivo di una numerosa schiera di giovani vesuviani soprattutto dalla parte orientale di Napoli. Ciò permise la costruzione della struttura in via Aldo Moro che ospitava le classi terze fino alle quinte, mentre in via Verdi c’erano le prime e le seconde. Il resto è storia recente. Il ricordo corre in questo momento al Preside Gabriele Perillo che trascorse dodici anni della sua carriera scolastica negli anni ottanta, prima come insegnante e poi da dirigente. Sempre a contatto con i giovani, fu protagonista di quell’affascinante avventura, che portò ad arricchire quotidianamente la vita ed il lavoro dei docenti, ripagandoli delle amarezze causate dalla colpevole indifferenza della società e delle autorità preposte.