In occasione della giornata mondiale dell’autismo i monumenti italiani si sono colorati di blu. A Napoli, come in altre città, gli alunni delle scuole elementari hanno sfilato lungo le strade cittadine, al fine di sensibilizzare gli italiani verso un disagio ancora poco conosciuto.
Non solo bambini autistici. Sono infatti tanti anche i ragazzi e gli adulti affetti da tale patologia e per loro i problemi, per vari aspetti, sono ancora più complessi. Tanto che oltre il 90% delle persone con autismo non ha mai lavorato e vive prevalentemente con i genitori. A puntare i riflettori sul meno noto mondo dell”autismo adulto’ sono gli esperti alla vigilia della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, in occasione della quale, oggi si sono svolte oltre 150 iniziative in Italia, precedute nei giorni scorsi da convegni nelle scuole.
Inoltre i principali monumenti italiani si sono colorati di blu, il colore scelto dall’Onu per indicare questa patologia.
Anche a Napoli ieri gli alunni delle scuole della V Municipalità hanno marciato per sostenere la ricerca sull’autismo. La manifestazione è partita da piazza degli Artisti ed ha percorso le principali vie del Vomero fino a via Morghen, dove si trova la sede del Social Club, il centro della Asl di Napoli che raggruppa i ragazzi autistici e le loro famiglie con una serie di attività a loro dedicate. «Il senso della manifestazione è quello di portare in piazza l’autismo e far conoscere a tutti cosa vuol dire», ha spiegato Luisa Russo, responsabile Salute mentale età evolutiva della Asl Napoli 1.
Ancora senza una cura, l’autismo colpisce in Italia tra le 300mila e le 500mila persone. Ma per i soggetti adulti, denunciano genitori e psicologi, spesso le situazioni di solitudine e carente assistenza sono particolarmente gravi. Infatti, “più del 90% delle persone con autismo non ha mai lavorato, vive prevalentemente con i genitori e con una mancanza quasi totale di risorse esterne”, afferma Nicoletta Aliberti, responsabile Neuropsichiatria infantile del Gruppo Sanitario INI (Istituto Neurotraumatologico Italiano) ed anche responsabile del Servizio semiresidenziale per il Trattamento precoce dell’Autismo presso il Centro Villa Alba di Veroli, servizio nato dalla collaborazione tra pubblico, Asl di Frosinone e privato.



