
Era agosto scorso quando il consiglio comunale di Sant’Anastasia votava l’adesione al gruppo di azione locale «Vesuvio Verde» (sette comuni: San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Somma Vesuviana, Terzigno, Massa di Somma, Pollena Trocchia e, appunto, Sant’Anastasia). In assise la delibera arrivò corredata di parere dell’allora funzionario responsabile del settore finanze e tributi che mise nero su bianco le sue perplessità in merito allo statuto predisposto dal Comune di San Giuseppe Vesuviano, evidenziando, tra l’altro, che tutti gli oneri dovessero essere «a carico del finanziamento». A quella relazione si aggiunse il parere negativo dei revisori dei conti. La delibera passò, ma ora che si sta per venire al dunque, ora cioè che la strategia di sviluppo locale del GAl Vesuvio Verde è stata positivamente valutata dalla Regione Campania e si trova all’ottavo posto della graduatoria per un contributo pubblico di più di 8 milioni di euro (e saranno dunque oggetto di verifiche i progetti, in sede di concessione del contributo), i «problemi» sembrano spuntare come funghi: in sede di approvazione del bilancio infatti, cosa fatta rilevare in aula dal consigliere socialista Carmine Capuano, la documentazione allegata allo strumento finanziario aveva in sé l’ipotesi di una probabile uscita di Sant’Anastasia dal Consorzio.
Basta chiedere «lumi» in merito all’assessore Stefano Prisco per comprenderne almeno in parte i motivi. «È recente un incontro con il consiglio direttivo del GAL – spiega Prisco – ma la premessa da fare è che quando il sindaco Abete ha firmato per conto del Comune l’adesione al gruppo di azione locale, lo ha fatto con il presupposto che fossero rispettate condizioni dettate dal consiglio comunale, soprattutto in merito a fattori relativi alla trasparenza».
Il dubbio è che l’adesione al GAL sia equiparabile, giuridicamente, a quella ad una «partecipata», con tutti i risvolti che ciò comporterebbe. Un dubbio che lo stesso gruppo starebbe tentando di sciogliere e per il quale il Comune di Sant’Anastasia ha chiesto un parere alla Corte dei Conti. «Nel frattempo – continua Prisco – si sta elaborando un documento per definire le procedure, la risposta al quesito posto sarà ovviamente base per la decisione».
Ma cos’è il GAL Vesuvio Verde? La priorità è innanzitutto quella di attuare il Piano di Sviluppo Locale. Il consorzio non dovrebbe avere scopo di lucro nonché durare fino al 2030, quando gli obiettivi saranno, auspicabilmente, raggiunti. Uno dei problemi, stando alle perplessità della ex responsabile del settore finanziario di Sant’Anastasia, iniziava proprio qui giacché, essendo la costituzione del consorzio finalizzata all’accesso ai fondi comunitari per lo sviluppo rurale, il termine dovrebbe essere ragionevolmente fissato entro quello massimo di dieci anni previsto dal codice civile. Ma è solo una piccola nota rispetto alle modifiche che andrebbero apportate allo statuto: come quella in cui andrebbe aggiunto il riferimento alle prescrizioni contenute nel vigente codice degli appalti e soppressa la parte in cui si fa riferimento alle assunzioni di personale. Ancor di più, la funzionaria evidenziava, solo ad agosto scorso, la necessità che tutti gli oneri, ad eccezione della mera quota di partecipazione, fossero a totale carico del finanziamento. Per evitare, evidentemente – come è facile immaginare – che un’opportunità di sviluppo si tramutasse nell’ennesimo carrozzone politico e che i Comuni dovessero far fronte a spese per gestione, incarichi professionali, costi della struttura e compensi agli organi consortili. E sottolineando magari che i componenti del consiglio direttivo non percepiranno alcun compenso.
Quanto agli obiettivi del Gal, sono sicuramente volti allo sviluppo locale: dal miglioramento della qualità della vita alla valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico, dal promuovere la concertazione tra imprenditori ed enti pubblici e privati, all’incentivare attività di formazione, informazione, orientamento e supporto.
Dunque saranno solo i prossimi giorni a dire se Sant’Anastasia resterà nel GAL e potrà dunque insieme agli altri Comuni beneficiare dei fondi della Misura 19 PSR Campania 2014/2020 per i quali la strategia di sviluppo locale è stata ammessa ai finanziamenti.






