Furbetti del Reddito in provincia, Procura indaga su 20mila pratiche: sospetti su stranieri e pregiudicati

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L’inchiesta della Procura di Napoli Nord, diretta da Maria Antonietta Troncone, sulle truffe riguardo il Reddito di Cittadinanza continua ed ingrana giorno dopo giorno, andando così ad ingrandire il fascicolo sui cosiddetti “furbetti” percettori illegali del reddito che si adoperano a costruire, spesso aiutate dai propri CAAF, carte false per ottenere la somma in denaro che in molti bramano.

Nonostante il reddito di cittadinanza sia formalmente nato per aiutare i cittadini in difficoltà economica, sono tante le storie di persone che lo percepiscono illegalmente. Un vero e proprio reato nei confronti dello Stato avvolto da una nube di criminalità ed illegalità che pare stia però pian piano prendendo forma grazie alle varie inchieste svolte sul territorio di Napoli e dintorni.

Dalle organizzazioni criminali pakistane e bengalesi, passando per la classica mano della camorra, fino ad arrivare ai singoli cittadini che dichiarano il falso pure di ricevere la somma in denaro dallo Stato, ecco i profili classici dei truffatori della pubblica amministrazione.

Un caso che ultimamente è balzato alle cronache è quello di un uomo che ha dichiarato ed autocertificato di avere quattro figli a carico, motivo per il quale percepiva ben 1.500 euro ogni mese. Se così fosse allora non ci sarebbe davvero nulla di cui parlare, il problema, però, è che 3 dei quattro figli erano in carcere, informazione ovviamente omessa nell’autocertificazione, andando così a truffare le casse pubbliche.

E poi ancora persone che dichiarano di avere figli con disabilità a carico, venditori ambulanti, rapinatori, pusher, boss, narcotrafficanti, persone con precedenti penali che continuano a fare della criminalità il loro mestiere e che sono risultati comunque percettori abusivi del reddito di cittadinanza scoperti solo grazie all’inchiesta avviata dalla Procura.

Sarebbero oltre 20 mila le pratiche attualmente sospette, numeri elavatissimi che portano Napoli ai sommi piani di truffe nei confronti della pubblica amministrazione.