Forza Italia, ricorsi respinti: Martusciello resta leader

Forza Italia, ricorsi respinti: Martusciello resta alla guida. Bicchielli senza rinnovo della tessera

La richiesta di annullare il congresso di Forza Italia si è fermata davanti ai probiviri. Il Collegio ha respinto i ricorsi, lasciando valide l’elezione di Fulvio Martusciello a segretario regionale della Campania e quella della segreteria.

Nelle motivazioni, il passaggio politicamente più scomodo riguarda Giuseppe Bicchielli: il parlamentare aveva presentato la candidatura alternativa di Giuseppe Conte senza aver pagato il rinnovo della propria tessera per il 2026.
Il sostegno di un deputato, dunque, non bastava. Per esercitare la funzione di presentatore politico occorreva essere in regola con la quota associativa annuale.

Bicchielli aveva versato quella dell’anno precedente, ma quel pagamento non poteva coprire anche l’iscrizione successiva. La candidatura di Conte risultava così viziata nella presentazione: la firma c’era, mancava il requisito per apporla.


A chiedere il rigetto era stato anche Fabio Roscioli, amministratore nazionale e tesoriere di Forza Italia, avvocato di fiducia della famiglia Berlusconi. Il suo intervento aveva contestato le posizioni associative alla base delle candidature alternative, sostenendo le ragioni contrarie all’annullamento. Una presa di posizione che affiancava alla difesa di Martusciello le verifiche dell’amministrazione nazionale del partito.
Anche Alessandro Carrazza non aveva i requisiti necessari per concorrere alla segreteria.

Nel suo caso mancavano le due annualità consecutive di tesseramento previste dallo Statuto: risultavano iscrizioni separate da un anno per il quale non era stata prodotta la prova del versamento. La scheda di adesione che sosteneva di aver consegnato al segretario provinciale, circostanza da quest’ultimo negata, non dimostrava il pagamento.
Confermata inoltre la validità dell’acclamazione e della scelta di un unico seggio, in presenza di una sola candidatura regolare.


Per Martusciello la decisione consolida l’esito congressuale. Per Bicchielli lascia un’ironia difficile da evitare: nella battaglia per verificare gli adempimenti del partito, è emerso quello che mancava a lui. Il controllo richiesto sulle procedure non prevedeva eccezioni per il presentatore.