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Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dall’avvocato Anna Rita Napolitano

 

“La sottoscritta Anna Rita Napolitano, avvocato iscritto al Foro di Nola (NA), Le
comunica che in data 20.05.2020 alle ore 10,30 circa avrà luogo in Nola (NA) nella
Piazza Giordano Bruno (antistante il Palazzo Orsini – Sede del Tribunale di Nola – )
una protesta di un gruppo di avvocati (iscritti al gruppo FB Avvocati liberi e con dignità
che dopo poche settimane dalla “creazione” ha “intercettato” il malessere e le
doglianze di più di 2.000 avvocati), per la cui protesta si è provveduto in data
15.05.2020 a notiziare a mezzo PEC il Commissariato di Nola (NA), per opportuna
conoscenza, come previsto dalla legge.
Detta protesta ha lo scopo di sensibilizzare le Istituzioni circa le problematiche
ataviche che attanagliano il Tribunale di Nola (NA) e le sedi dei Giudici di Pace del
circondario e che sono state amplificate dall’emergenza Covid 19.
In particolare, gli avvocati lamentano le seguenti criticità:

1) a seguito dell’emergenza Covid 19 sono stati emessi dai Presidente di ciascun
Tribunale del Circondario della Corte di Appello di Napoli SINGOLI protocolli per la
organizzazione delle udienze (alcune delle quali dovrebbero celebrarsi “da remoto”
con linee guida diverse per ogni Tribunale), per disciplinare le modalità di accesso
nelle cancellerie da parte degli avvocati per gli adempimenti, cancellerie che, in buona
sostanza, sono rimaste quasi tutte chiuse al pubblico (alcune delle quali lo sono
ancora e lo saranno fino al 31 luglio 2020 come da disposizione del Presidente del
Tribunale di Nola), e che non hanno consentito, pertanto, di effettuare neanche gli
adempimenti aventi carattere di urgenza, come le iscrizioni a ruolo ultimo giorno,
costringendo gli avvocati ad affrontare i costi e le lungaggine della riassunzione delle
stesse; inoltre, ciascun protocollo lascia alla discrezionalità del Giudice designato la
possibilità di modificare le linee guida “ a seconda delle specifiche esigenze”,
generando il caos negli operatori del diritto; a tale proposito, va evidenziato che, allo
stato, l’esiguo numero delle udienze celebrate da “remoto”, prevedono la esclusiva
trattazione “cartolare” e tale modalità non consente di espletare la fase istruttoria (es.
prove testimoniali e conferimenti incarichi ai CTU), “immobilizzando” di fatto l’iter delle
cause.

2) completa assenza in questo periodo di emergenza del Consiglio Forense e,
sopratutto, della Cassa Forense che, non considerando l’inattività a cui sono costretti
gli avvocati oramai da più di tre mesi, ha solo procrastinato il termine di pagamento di
TUTTI i contributi previdenziali al 31 dicembre 2020, senza prevedere alcuna forma di
sostegno alla categoria;

3) incertezza circa la ripresa dell’attività di udienza, attualmente fissata per il 4 giugno
2020; infatti, né il Presidente della Corte D’Appello né il Presidente del Tribunale di
Nola (NA) a 15 giorni dalla presunta data di “apertura” dei Tribunali ha ancora fornito
alcuna “linea guida” per la gestione delle udienze, che, molto verosimilmente,
saranno ridotte – per i Giudici di Pace – a 15 cause al giorno, a fronte di un ruolo di
gran lunga superiore, aggravando ancora di più la situazione dell’arretrato pregresso
all’emergenza Covid;

4) Carenza di personale di Cancelleria nonché dei Giudici di Pace che, a causa del
carico (situazione già esistente e solo aggravata dall’emergenza Covid) rinviano le
cause anche ad un anno e mezzo, stessa situazione per il tribunale i cui Giudici
rinviano le cause ad un anno ( anche cause, che dovrebbero avere carattere di
urgenza, come le separazioni giudiziali con minori nelle quali, attesa la particolare
delicatezza della materia, sono necessarie le statuizioni del Giudice per disciplinare i
rapporti tra ai coniugi e tra gli stessi e di figli minori);

5) Riorganizzazione degli uffici giudiziari, in particolare delle sedi dei Giudici di Pace, i
cui spazi, se adeguatamente razionalizzati, consentirebbero una fluida gestione delle
udienza in completa sicurezza;

6) liquidazione dei compensi professionali da parte dei giudici che, il più delle volte
non rispettano i parametri previsti dal D.M. 55/2014 e che vengono immotivatamente
compensati anche per ciò che concerne le spese processuali anticipate dall’avvocato.
Viene da sé, che tale “blocco” della Giustizia (il cui comparto insieme a quello della
Pubblica Istruzione è stato completamente fermo) danneggia non solo gli avvocati,
ma soprattutto i clienti che, attesa l’impossibilità di celebrare le udienze e con rinvii
che superano l’anno o fissati a data da destinarsi, in questa situazione di DENEGATA
GIUSTIZIA e di INCERTEZZA DEL DIRITTO, non possono vedere tutelati i loro diritti.
Nola (Na) 16.05.2020

Avv. Anna Rita Napolitano