L’avvio della nuova legislatura regionale in Campania è segnato da un cantiere politico ancora aperto. Alla prima seduta del Consiglio regionale, Roberto Fico si presenta senza giunta, mentre nel retroscena proseguono trattative complesse tra alleati e correnti interne, con più di un nodo ancora da sciogliere. Il presidente assicura che la squadra di governo verrà annunciata a breve, ma già dall’esordio emergono tensioni evidenti nella maggioranza.
I primi segnali arrivano sul voto per l’Ufficio di presidenza: Casa Riformista e Noi di Centro, riuniti in un unico gruppo, non partecipano alla votazione, rivendicando l’assenza di un confronto preventivo sui criteri di assegnazione delle cariche. A guidare la posizione è Ciro Buonajuto, mentre anche da Alleanza Verdi Sinistra arrivano prese di distanza nette. I consiglieri Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano, insieme ai leader regionali Tonino Scala e Fiorella Zabatta, denunciano la mancanza di riunioni di maggioranza e chiedono a Fico di ristabilire un metodo condiviso.
Il cuore della trattativa resta però tutto interno al Partito Democratico. La conferma di Fulvio Bonavitacola in giunta, vicepresidente uscente e figura di riferimento dell’area legata a Vincenzo De Luca, ha rallentato la chiusura dell’accordo fino a domenica sera. I deluchiani hanno spinto fino all’ultimo per Maurizio Petracca alla presidenza del Consiglio, mentre alla fine si è arrivati all’intesa su Massimiliano Manfredi, non senza strascichi e malumori, anche alla luce dei voti mancanti al momento dell’elezione.
Nel nuovo assetto, Bonavitacola dovrebbe ottenere una delega di peso, con ogni probabilità alle Attività produttive. Per il Pd restano in campo altri nomi: Mario Casillo potrebbe assumere il ruolo di vicepresidente con delega ai Trasporti, mentre l’ex sindaco di Portici Enzo Cuomo è indicato come possibile assessore. La novità dell’ultima ora è l’ipotesi Andrea Morniroli, indicato direttamente dalla segreteria nazionale dem, in quota Schlein, anche se manca ancora il suo assenso definitivo.
Proprio questo cambio di schema ha riaperto il confronto con l’area riformista, che chiede spazio e punta su un profilo femminile: il nome più forte resta quello di Angelica Saggese. In quota Movimento 5 Stelle, invece, appare probabile l’ingresso della deputata Gilda Sportiello, storicamente vicina a Fico. Più complicata la partita sul Bilancio, dopo l’uscita di scena di Ettore Cinque: circolano nomi come Anna Riccardi, Laura Valente e Paolo Siani, senza che però si sia ancora trovata una soluzione condivisa. Per Noi di Centro di Clemente Mastella, resta in pole Maria Carmela Serluca, mentre appaiono ormai definite le presenze di Fiorella Zabatta per Avs ed Enzo Maraio per Avanti-Psi.
Solo in chiusura del suo intervento, Fico ha voluto completare il quadro politico illustrando le priorità del mandato: sanità, trasporti, politiche sociali, giovani e sviluppo, rivendicando una linea di collaborazione istituzionale e annunciando il ritiro della querela contro Report. Un messaggio di metodo e discontinuità, mentre però la vera partita, quella della giunta, resta ancora tutta da chiudere.



