Elezioni, il vescovo di Acerra: “Ambiente al primo posto e lotta all’illegalità”

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Il vescovo di Acerra ieri a Pompei mentre benedice i frutti della terra
Il vescovo di Acerra ieri a Pompei mentre benedice i frutti della terra

Ieri dal Santuario di Pompei appassionata omelia di Di Donna nella messa per il pellegrinaggio dell’Associazione Cattolica Agricola del Sacro Cuore di Gesù  

 

 

“La nuova amministrazione comunale della nostra città metta al primissimo posto la difesa dell’ambiente, la custodia del Creato: è una questione di vita o di morte”. Mentre si avvicinano le elezioni comunali ad Acerra e in altri comuni strategici del Napoletano, come Pozzuoli e Nola, il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, ha rivolto l’ennesimo appello alla politica. Un appello lanciato dal piazzale del Santuario della Vergine del Rosario di Pompei. Qui ieri mattina Di Donna ha tenuto messa e benedetto i prodotti agricoli deposti davanti all’altare dai contadini, giunti sul posto con le loro famiglie per il 116esimo pellegrinaggio Acerra-Pompei della Società Cattolica Agricola del Sacro Cuore di Gesù. Sull’altare però non è finita solo la questione ambientale.

 

L’omelia del vescovo in vista delle elezioni è stata anche in chiave antimafia.  “Se non combattiamo la corruzione, l’illegalità – le sue parole pronunciate a Pompei – i giovani continueranno ad andare via da Acerra, che resterà solo un lontano ricordo per le nuove generazioni”. Corruzione e traffico di droga, due facce della stessa medaglia. “Proprio di recente – ha ricordato il vescovo – due ragazzi di vent’anni sono rimasti uccisi, pare per il controllo del traffico di droga: anche questa è corruzione”.  Ma Di Donna ha voluto battere molto sul chiodo dell’ambiente. “Non è una mia fisima – ha chiarito – la giustizia, la pace e la difesa del Creato sono strettamente interdipendenti”. Un ragionamento partito dall’acerrano adottivo e filantropo Francesco D’Amore, che grazie anche a un rapporto d’amicizia molto stretto con il beato Bartolo Longo diede il via, nel 1904, al primo pellegrinaggio dei contadini dell’agro acerrano verso il santuario di Pompei.

 

“Era l’epoca – ha rammentato Di Donna – immediatamente successiva all’enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII. C’era la questione operaia e contadina. Nell’agro acerrano, nolano e nocerino sarnese si facevano tre raccolti all’anno senza additivi chimici.  Ora si è aggiunta la questione ambientale. Ma nonostante tutto i nostri contadini ancora riescono a produrre ottimi prodotti della terra, frutta e ortaggi di qualità. Intanto la nostra madre terra è ancora inquinata e violentata e i comuni, e la Regione soprattutto, lo devono capire”. Giustizia, pace e difesa del Creato: “Sono le tre gemelle. E’ per loro mi rivolgo alla Vergine di Pompei”. “Cosa c’è di più ingiusto – gli interrogativi del prelato – di una guerra come quella in Ucraina o delle altre guerre che non sono nient’altro che la diretta conseguenza dello scontro tra le superpotenze ? E qui da noi cosa c’è di più ingiusto del fatto che un ammalato che non ha soldi deve aspettare mesi e mesi per un’analisi, del baratro tra le pensioni d’oro e quelle da fame e tra lo stipendio di un amministratore delegato e di un operaio ? Tutto ciò è guerra generata dall’assenza di giustizia”. Nel segno della pace è stata invece la parabola di San Cuono, patrono di Acerra, il santo martire, ucciso nel terzo secolo, proveniente dall’attuale Konya, in Turchia. “Il 30 maggio prossimo – ha annunciato Di Donna – lo celebreremo ad Acerra insieme con il vescovo  di Istanbul, Massimiliano Palinuro”.