Lentamente, ma inesorabilmente, si avvicinano le elezioni comunali a Marigliano: in una data ancora in via di definizione, ma compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno 2020, i cittadini mariglianesi saranno chiamati a eleggere un nuovo sindaco, a cinque anni dalle ultime elezioni.
La prima notizia è già qui: infatti, se l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Antonio Carpino riuscirà a completare il mandato, sarà la prima a farlo dopo diversi lustri all’insegna della precarietà governativa, un percorso incidentato che negli ultimi trent’anni ha visto calcare il palcoscenico, in maniera fin troppo frammentata, primi cittadini non molto longevi e commissari prefettizi impegnati in complesse gestioni della cosa pubblica.
Tuttavia, mai come questa volta il quadro politico mariglianese appare disgregato e, all’apparenza, di non facile lettura. Cominciamo proprio dalla coalizione del sindaco uscente, l’avvocato Antonio Carpino (sostenuto all’epoca dal Partito Democratico, da Rifondazione Comunista e da ben cinque liste civiche), eletto nel 2015 al ballottaggio del 15 giugno dove ha avuto la meglio su Filomena Iovine con il 54,06% (7.138 voti), contro il 45,94% della sfidante, che ha ottenuto 6.066 preferenze (era sostenuta da Forza Italia, Unione di centro, Lista Civica – Iovine Sindaco e Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale), al netto del 54,42% di affluenza alle urne, in netto e fisiologico calo rispetto al primo turno del 31 maggio, quando andò a votare il 75,17% degli aventi diritto.
Al momento la giunta Carpino non attraversa forse il periodo migliore del suo mandato: dopo l’autosospensione del consigliere comunale Saverio Lo Sapio, avvenuta nei mesi scorsi, a gennaio si sono fatte registrare anche le dimissioni dell’assessore Raffaele Coppola, impegnato per quattro anni e mezzo su Ecologia e Agricoltura, settori e temi caldi sui quali è stata posta l’attenzione anche del recente Piano Urbanistico Comunale pubblicato sul sito del Comune. A rendere ancora più instabile la situazione contribuisce anche l’improvviso exploit del presidente del consiglio comunale, Vito Lombardi, molto attivo sui social e già in clima da campagna elettorale, supportato anche dai “suoi” Giovani Democratici. Eppure, come si suol dire, se Atene piange, Sparta non ride. Sì, perché dall’opposizione quasi tutto tace, fatto salvo il perpetuo impegno dei consiglieri Iovine e Cerciello, non a caso sfidanti dell’attuale primo cittadino alle amministrative del 2015. Immaginare uno scenario dei possibili contendenti in questo momento risulta complicato, in quanto i protagonisti della precedente campagna elettorale sembrano giocare un po’ a nascondersi, probabilmente in attesa di coordinare le prossime mosse, magari anche in relazione a ciò che nel contempo accade per le elezioni regionali, in programma nello stesso periodo. Tuttavia su qualche aspetto si può già provare a ragionare: il Movimento 5 Stelle, che dal 4 marzo 2018 esprime una forza di governo maggioritaria a livello nazionale, sul territorio mariglianese sembra essere scomparso, nonostante l’ottima performance fatta registrare proprio in occasione delle politiche di due anni fa. Francesco Capasso, consigliere di opposizione, presente anche in Città Metropolitana, sembra essersi allontanato dalle cose mariglianesi, almeno a livello mediatico, e desaparecido è anche il suo, apprezzatissimo, fervore iniziale che ha contraddistinto la sua azione in occasione delle precedenti elezioni comunali (1.705 voti nel 2015). Filomena Iovine, che ormai sembra lontana da Forza Italia, porta avanti una strenua opposizione e questo le è riconosciuto da una buona parte della cittadinanza, ma il suo impegno un po’ solitario rischia di essere vanificato dall’assenza di una piattaforma di opposizione solida e unita. Michele Cerciello, decano della politica mariglianese (1.327 voti nel 2015), porta avanti le sue battaglie in consiglio comunale, con la solita meticolosità e una forza d’animo che non si intravede nelle nuove generazioni impegnate nell’agone politico: alla sua veneranda età un’altra candidatura potrebbe essere alle porte, ma non è detto che decida, invece, di appoggiare un altro candidato sindaco, ed è immaginabile in tal senso la sinergia proprio con la Iovine, che a sua volta potrebbe ricandidarsi. Molta curiosità intorno alle papabili liste di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni, che vanno forte a livello nazionale e probabilmente vorranno provare a inserirsi anche in città, dove una lacuna nella destra meno moderata attende di essere colmata, e questo in attesa di capire le mosse di Forza Italia, messo alla prova dalla nuova Voce Libera di Mara Carfagna, che nella propria regione vorrà senz’altro farsi sentire. Intanto comincia a farsi notare su Facebook il profilo Cambiamo Marigliano – Con Toti (governatore della Regione Liguria), creato da poco e già circondato da interrogativi. Sembra fare fatica Matteo Renzi, che con Italia Viva non riesce a sfondare in città, dove il Partito Democratico, rinfrancato anche dall’esperienza di governo e nuovamente aperto alla cittadinanza con i tavoli programmatici, tiene bene l’urto.
Una cosa è certa: sta per cominciare il mese più importante dal punto di vista strategico e senz’altro nei prossimi trenta giorni verranno definiti tutti gli aspetti e gli accordi che porteranno alla composizione delle liste, che vanno presentate, lo ricordiamo, dalle ore 8 del 30º giorno alle ore 12 del 29º giorno antecedenti la data della votazione.


