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È stata aperta la prima breccia che potrebbe portare al patto programmatico tra movimento Cinque Stelle e partito democratico in vista delle comunali. Questo perché ieri i pentastellati e un’importante compagine civica di sinistra, “Rinascita”, hanno siglato un accordo che spiana la strada a una coalizione che potrebbe ricalcare l’alleanza parlamentare e di governo. Un’intesa di peso. Nel comitato Rinascita figurano infatti giovani leader studenteschi come Vito “Fender” Esposito (foto in basso) e altrettanto giovani politici locali come il consigliere comunale Antonio Tondi. Ma oltre a tanti esponenti del mondo studentesco e giovanile di sinistra, Rinascita annovera anche elementi di consolidata esperienza politica e amministrativa come l’ex sindaco Michele Caiazzo, l’ex vicesindaco Roberto Oratino e l’ex assessore Flora Di Monda. «C’è stata una convergenza su tre temi cruciali: il lavoro, l’ambiente e lo stato sociale – spiega Salvatore Esposito, 34 anni, consigliere comunale M5S (foto in alto) – entrambe le compagini politiche sono consapevoli che qui permangono notevoli carenze nella capacità del Comune di incentivare e creare lavoro e di sviluppare le aziende partecipate che hanno grandi potenzialità inespresse. Inoltre abbiamo constatato insieme l’enorme bisogno della comunità locale di avere un ente finalmente in grado di tutelare davvero la salute pubblica attraverso un adeguato controllo delle polveri sottili e un’azione di bonifica delle tante discariche abusive. C’è inoltre – conclude Esposito – la questione dello stato sociale, che secondo noi è stata a dir poco mortificata. C’è bisogno di una Pomigliano inclusiva e solidale che dia priorità ai cittadini più fragili, attraverso politiche attive di partecipazione e integrazione sociale». E Vito “Fender” Esposito conferma la convergenza. «Ma voglio precisare – chiarisce l’ esponente di Rinascita, 22 anni – che la definizione di un’alleanza con M5S e PD non sarà motivata da opportunità elettorale. In ballo – spiega Esposito – c’è la speranza di cambiamento per un’intera comunità stretta nella morsa di dieci anni dominati da un’amministrazione di centrodestra e dai trasformismi. Pomigliano torni ad essere la città della solidarietà, della giustizia sociale e della cultura, in barba al decadimento che ha subito, con la destinazione di diversi beni comuni ai privati, l’abbandono del patrimonio culturale, delle associazioni e una cementificazione spaventosa».