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E’ scontro tra il sindaco di Pomigliano e il fratello del giudice Cantone

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Un caso politico-giudiziario di rilievo nazionale.  

 

E’ uno scontro giudiziario dall’esito imprevedibile quello che si sta consumando attorno alla Enam, la società comunale di nettezza urbana indebitata da quando è stata creata, dal 2009. Il comune di Pomigliano ha infatti denunciato alla Corte dei Conti, con l’accusa di essersi attribuiti compensi extra non legittimi ( per un importo complessivo di circa 39mila euro ), gli ex componenti del consiglio di amministrazione della spa: Michele Cantone, fratello di Raffaele, presidente dell’Anac, l’ Autorità nazionale anticorruzione, Fabio Sarro, fratello di Carlo, deputato di Forza Italia, e l’ex presidente Nicola Di Raffaele. Una decisione, questa dell’ente di rivolgersi alla magistratura contabile per la restituzione personale delle somme che sarebbero state percepite illegittimamente, giunta dopo che Cantone, Sarro e Di Raffaele avevano citato in giudizio il comune di Pomigliano contro il loro siluramento dal cda, estromissione voluta il 2 febbraio di quest’anno dal sindaco di Forza Italia, Raffaele Russo. L’udienza della citazione è stata fissata a stamane, presso il tribunale civile di Nola. I ricorrenti chiedono al comune di Pomigliano centinaia di migliaia di euro di risarcimento, tra indennità non percepite e danni all’immagine. Ma ora si apre anche un altro fronte, quello che stavolta vede il comune passare al contrattacco chiamando in causa, sulla base di pesanti accuse, tutta la ex dirigenza dell’azienda che ha gestito il settore dello smaltimento dei rifiuti nel territorio, dal giugno del 2010 al gennaio del 2015. Una gestione bruscamente interrotta nove mesi e mezzo fa, durante la raffica di scioperi “bianchi” dei netturbini della Enam, astensioni non proclamate ufficialmente ma che furono sufficienti a mettere in ginocchio una Pomigliano sommersa dai rifiuti. Intanto i revisori del comune chiedono attraverso la Corte dei Conti la restituzione di 39.200 euro. ” Eccedenze sui compensi di quattro anni e mezzo di conduzione della Enam . A Di Raffaele è stata chiesta la restituzione di 23777 euro. Decisamente inferiore la somma chiesta a Cantone e a Sarro, a ciascuno dei quali sono state contestate maggiorazioni per un totale di 7712 euro. Negli anni del cda Enam, Di Raffaele ha complessivamente percepito 144692 euro mentre Cantone e Sarro hanno ricevuto compensi per 103641 euro pro capite. I revisori dei conti del comune però contestano premi di risultato che non dovevano essere considerati visto il “mancato risultato positivo della gestione “. Oltre a ciò, in una nota che motiva il siluramento del cda, il comune ha contestato a Cantone, a Sarro e a Di Raffaele ” la presenza sporadica in azienda ” e la mancata esibizione all’ente di ” informazioni e documentazioni sull’attività della società e sulle spese sostenute “. A questo proposito però i tre ex componenti del cda replicano scrivendo che ” nessuna norma prescrive per i componenti del cda l’obbligo di presenza continuativa né il rispetto di specifici orari di lavoro “, che ” la base di calcolo dei compensi presa dal comune è sbagliata ” e che ” il collegio sindacale della Enam ha ritenuto sempre in linea i compensi “. ” In realtà – la freccia al curaro dei tre manager – il siluramento è dovuto al fatto che ci siamo opposti al fatto che il comune voleva estinguere il proprio debito con la Enam attraverso una modalità in violazione della legge e non conforme a una sana e prudente gestione “. In questo momento non sono idilliaci i rapporti tra il fratello di Michele Cantone, Raffaele, e il sindaco di Pomigliano Raffaele Russo. L’Anac, l’autorità Anti Corruzione presieduta dal magistrato, con un provvedimento ha infatti definito illegittimo un appalto comunale. Ma le due vicende, questa e quella che sta coinvolgendo il fratello del giudice, non sono minimamente in relazione tra loro. Tornando alla vicenda Enam c’è da sottolineare che i numeri sono di un certo pseo. L’azienda di nettezza urbana è infatti una spa controllata dal comune di Pomigliano. Conta circa 110 dipendenti, in gran parte operatori ecologici. Ha debiti per 6 milioni di euro e per questo motivo è in concordato preventivo. Intanto il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, commenta così la decisione di ricorrere alla Corte dei Conti contro Di Raffaele, Cantone e Sarro: ” Esistono alcuni punti da sottolineare in questa vicenda. In primis è che naturalmente il concordato preventivo c’era il rischio volgesse negativamente, non fosse omologato. In questo caso Enam sarebbe fallita, dunque abbiamo fatto le nostre valutazioni e deciso di sostituire il Cda; su indicazione dei nostri revisori dei conti, abbiamo ritenuto di ridurre le spettanze, esagerate, e i nostri tentativi di riavere indietro il dovuto non sono andati a buon fine; inoltre, si è tentato di impedire al socio unico dell’Enam, il Comune di Pomigliano, di perseguire il controllo analogo. Motivi che fanno ben capire il ricorso alla Corte dei Conti “.

 

 

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