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Per scongiurare un’ondata di licenziamenti è stato di recente stipulato un accordo per il varo, poi effettuato, dei contratti di solidarietà: riduzione del monte ore e stipendi più leggeri. Solidarietà che nella fabbrica di prodotti aeronautici “DEMA” di Somma Vesuviana durerà fino al dicembre di quest’anno, secondo quanto stabilito dal patto firmato da azienda e sindacati.  Intanto però i delegati sindacali di stabilimento l’altro ieri hanno lanciato un nuovo allarme. “La Leonardo sta internalizzando attività che svolgiamo noi, questo mette in pericolo produzione e occupazione”, il contenuto sostanziale del comunicato affisso in bacheca dalle rsu, le rappresentanze sindacali unitarie. Ma ieri mattina l’azienda ha incontrato, sempre nell’impianto di via San Sossio, quegli stessi delegati che avevano lanciato l’allarme. “Non c’è nessun pericolo, non c’è nessun rischio di taglio alle produzioni”, hanno seccamente smentito i responsabili aziendali. Al centro dei sospetti sindacali c’è il reparto galvanica, dove lavorano direttamente 20 persone e, a ricasco indiretto, altre 20:  40 persone in tutto degli oltre 300 dipendenti della fabbrica. Secondo i rumors interni quest’attività starebbe per prendere definitivamente la strada della Leonardo (a pochi chilometri da Somma Vesuviana ci sono i due grandi stabilimenti Leonardo ex Alenia di Pomigliano e Nola). Ed è un sospetto rimasto piuttosto saldo visto che la smentita dell’azienda non ha fermato le rsu, che hanno programmato un incontro con i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm per martedi prossimo, alle tre del pomeriggio. A ogni modo, conferme o smentite a parte, la sensazione è che il gruppo DEMA non navighi in acque tranquille, come del resto tutta l’industria nazionale. Sono 116 gli esuberi dichiarati a dicembre al Ministero dello Sviluppo Economico per l’impianto di Somma Vesuviana. Altri 100 riguardano gli stabilimenti DEMA di Brindisi e Paolisi, in provincia di Benevento. Comunque i contratti di solidarietà stanno facendo scongiurare il peggio. A Somma Vesuviana la riduzione del monte ore varia da un minimo di 10 ore al a un massimo di 50 al mese. Per chi è stato costretto alla riduzione massima la busta paga è diventata quindi davvero molto magra. Vita difficile e strada tutta in salita.