Dalle gallerie d’arte alle scommesse, Dia marca i nuovi affari dei clan: ecco i più potenti

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Nel primo semestrale del 2022 la Procura di Napoli e la DIA hanno messo a punto sequestri di illeciti, confische e arresti ai danni delle organizzazioni criminali campane. La Direzione Investigativa Antimafia ha operato in diverse operazioni che hanno portato ai clan presenti sul territorio della città metropolitana di Napoli.

In particolare, a Cercola vi sono state confische di 3 immobili, un veicolo, una quota societaria e un’imbarcazione di pregio per un valore complessivo di 580 mila Euro, in danno di un imprenditore nel settore del commercio di prodotti petroliferi che rivendeva ad una società triestina e risultato molto vicino al clan Mallardo di Giugliano e già condannato nel marzo 2021 per autoriciclaggio e frode fiscale. Appartenenti allo stesso clan camorristico sono le 25 persone sulle quali la Procura di Napoli ha eseguito misure cautelari, di cui 17 in carcere e 8 agli arresti domiciliari, accusate dei reati di estorsione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco, false attestazioni in atti destinati all’Autorità Giudiziaria, favoreggiamento personale, fittizia intestazione di beni, impiego di denaro di illecita provenienza, autoriciclaggio, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, tutti con l’aggravante dal metodo mafioso.

Il sodalizio controllava anche diversi gruppi satellite operativi sui territori limitrofi di San Nicola, della zona del Selcione, di Varcaturo-Lago Patria e dell’area cumana. L’intensa attività del clan Mallardo che era riuscito anche a gestire il difficoltoso rapporto con gli scissionisti delle “palazzine” di Giugliano, arriva fino in Piemonte e conta sodalizi con i clan Contini, Licciardi e Bosti dell’alleanza di Secondigliano. Dalle indagini sono, inoltre, emerse alcune fittizie intestazioni di beni, tra i quali un’agenzia di scommesse, tutti sottoposti a sequestro preventivo.

Altra indagine della DIA è stata circoscritta al clan Contini, apportando un sequestro probatorio riferito ad un ingente bonifico, precisamente 200 mila euro richiesto da una società con sede legale a Napoli e destinato ad una galleria d’arte statunitense come acconto per l’acquisto di un prezioso dipinto.