Covid in Campania, le città più contagiate: da Acerra a Torre, ecco dove il virus sale di più

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Non solo una percentuale di no-vax molto alta, in Campania preoccupa anche il tasso di positività che sta leggermente aumentando di giorno in giorno.

I positivi di oggi, stando al bollettino pubblicato poco fa dall’Unità di Crisi Regionale, sono 393 su 29.429 tamponi effettuati, dato che è nuovamente aumentato rispetto alla breve diminuzione di ieri in cui si parlava di 253 positivi; le persone decedute a causa del coronavirus invece sono 3, quattro in meno rispetto al bollettino rilasciato nella giornata di ieri per cui erano 7. Per quanto concerne l’occupazione dei posti letto invece, in degenza il numero continua lentamente ad aumentare: le persone ricoverate sono attualmente 193 (+10 rispetto al giorno precedente), mentre quelle in terapia intensiva sono invece 17 (le stesse persone indicate nel bollettino di ieri).

Questi dati dimostrano che il Covid-19 non è per nulla sconfitto al contrario, al primo segno di disattenzione i numeri crescono e non poco mettendo immediatamente in allarme un’intera regione.

Parlando di una geolocalizzazione della diffusione del virus ci sono delle aree nello specifico che rischiano maggiormente di altre: come evidenziato dal Corriere del Mezzogiorno la Costiera Amalfitana, ad esempio ha visto un aumento improvviso di incidenza soprattutto nelle zone di Atrani, Conca dei Marini, Maiori, Amalfi e Minori.
Per quanto riguarda invece i comuni più estesi, l’incidenza più alta nell’ultima settimana è ad Acerra, 133,89 per 100mila abitanti; Torre Annunziata, 130,58 su 100 mila abitanti; Angri, 126, 84; Mugnano di Napoli, 80,45; Arzano, 77,02; e per finire Torre del Greco con un’incidenza pari a 67,43.

Certo, se si guarda ai dati dello corso anno, sicuramente nel 2021 vi è stato un calo di positività e di decessi corposo e questo è avvenuto soprattutto grazie alla somministrazione dei vaccini.
Non bisogna però sottovalutare la situazione che si sta vivendo in queste settimane in quanto è chiaro che si tratta di un aumento di casi positivi preoccupante soprattutto se si considera che molte persone hanno ricevuto entrambi le dosi del vaccino ormai molti mesi fa e che, dunque, la percentuale di copertura e di protezione dal virus non sia più così alta come nei primi mesi successivi al vaccino. In più vi è la problematica dei non vaccinati, che siano essi no-vax, persone che per motivi di salute non possono essere vaccinate o bambini al di sotto dei 12 anni, il numero di persone non sottoposte alla vaccinazione anticovid è ancora troppo alto e rappresenta un ulteriore rischio di incremento di positività quotidiana.