Ancora un nuovo aggiornamento all’ospedale di Nola, dove cresce la curva dei contagi proporzionalmente a quella dei decessi. Purtroppo, ben sette persone hanno perso la vita a causa del virus e un giovane proveniente dal vicino comune di Saviano è stato intubato. Tra i disagi di una struttura che non potrebbe ospitare pazienti positivi per un numero superiore a 12 e la mancanza di percorsi idonei, il S. Maria della Pietà fa i conti con le vittime del Covid in una situazione generale di paura.
A Nola si riaccendono i riflettori sull’ospedale S. Maria della Pietà, struttura che nell’ultimo periodo è stata oggetto di numerosi approfondimenti a causa del caos che regna tra le corsie del presidio ospedaliero. Come più volte sottolineato, è bene ricordare che la situazione critica è data in primis da un fattore strettamente strutturale. La mancanza di percorsi idonei e riservati ai soli pazienti Covid accresce le possibilità di contrarre il virus con maggiore facilità, dovendo condividere gli stessi spazi con i pazienti affetti da altre patologie. Per non parlare, poi, del personale sanitario, in numero assolutamente esiguo per poter fronteggiare l’emergenza. Infermieri al limite delle proprie forze, costretti ad orari di lavoro intensi e senza un momento di pausa. I pochi che ancora non hanno abbandonato le corsie si ritrovano a dividersi tra reparti Covid e non, rischiando insieme ai medici ogni giorno la propria vita.
Una drammatica realtà con cui il nosocomio nolano è costretto a fare i conti. Nell’arco di sole 24 ore hanno perso la vita ben sette persone, stroncate dalla brutalità con cui può manifestarsi questo virus. Un male che mostra tutta la sua forza a distanza di circa un anno dai primi casi. La situazione non è cambiata, ma non tutti riescono ancora a capirlo. Sembra che senza sanzioni o “zone rosse” forzate, nessuno sappia comprendere la gravità di questo delicatissimo periodo storico. Un altro giovane, dal vicino comune di Saviano, è stato portato con urgenza al reparto Covid del pronto soccorso, intubato a causa delle difficoltà respiratorie causate dal virus.
Una situazione surreale se si pensa che chi purtroppo non è riuscito a combattere fino alla fine contro il Covid, è stato trasportato in modo disumano in sala mortuaria. Dinanzi ad un numero così elevato di morti nell’arco di 24 ore, le salme sono state avvolte in grandi buste poiché i mezzi generalmente utilizzati in questi casi, i sarcofagi ospedalieri, erano terminati. Non bastano più le parole. Servono interventi mirati. È necessario affrontare in tempi stretti questa situazione prima che si arrivi al collasso totale.

