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Cosa Nostra diffamata

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Nella requisitoria sulla trattativa Stato-mafia i pubblici ministeri hanno sostenuto che tra Dell’Utri (già in carcere, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa), Berlusconi e i boss di Corleone vi fosse un accordo per ammorbidire il 41-bis e, di conseguenza, rendere meno credibili i pentiti. Secondo la pubblica accusa nel 1994 Cosa Nostra appoggiò Forza Italia, e tra Berlusconi, Dell’Utri e la mafia c’era un rapporto paritario.

Com’era prevedibile piovono smentite e denunce, su tutte, primeggia quella di Cosa Nostra che in una nota stampa fa sapere di aver denunciato per diffamazione i pm del processo, perché offesa dell’accostamento fatto a due personaggi politici equivoci e dalla condotta morale ambigua. Per Cosa Nostra l’accostamento ha appannato non poco la brillante immagine dell’organizzazione, costruita con fatica e sacrifici nell’arco di oltre 70 anni di attività, durante i quali ha collaborato con i Padri della Patria, nel silenzio e nel rispetto che certi sodalizi comportano. La vibrante nota di protesta continua con l’auspicio che l’Italia sappia ritornare ai silenzi di un tempo, eliminando quelle diavolerie tecnologiche che ammorbano la discrezione di dialoghi e incontri segreti.

Sono tutte bugie quelle venute fuori dal processo, sostiene l’organizzazione, famosa in tutto il mondo. Infine il comunicato di Cosa nostra si è concluso con un forte richiamo alla religiosità popolare, indice di un genuino rapporto con il proprio territorio e con i tanti collaboratori che la frequentano. Per alcuni, invece, il messaggio è sibillino. Noi, ve lo riportiamo testuale e fedele:

“Chi dice le bugie non è figlio di Maria, non è figlio di Gesù, quando muore va laggiù, va laggiù dal diavoletto. Dal diavoletto vuoi andarci tu?”.