Consiglio Regionale, De Luca attacca l’opposizione:«Ho buttato il sangue per salvare la nostra terra dal disastro»

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Di seguito una parte dell’intervento di De Luca nel consiglio regionale in videoconferenza di ieri pomeriggio.

 

«Esprimo il mio disprezzo per i colleghi che sono intervenuti per offendere la dignità della Campania. Ho buttato il sangue per salvare la nostra terra dal disastro. Non ha risparmiato nessuno  il presidente Vincenzo de Luca nel consiglio regionale di ieri in video conferenza.  La Campania- ha proseguito De Luca-  si è salvata non per un miracolo, non per fortuna ma per l’impegno straordinario dei medici, degli infermieri, dei dipendenti regionali e dei servizi pubblici; e se consentito perché c’è stato un presidente che ha buttato il sangue dalla mattina alla sera . Voglio discutere con uomini che hanno onestà intellettuale e non con chi ignora i fatti. Dovreste vergognarvi e con voi non discuto: come diceva il filosofo Bacone, la stupidità non è un argomento. I vostri interventi sono come le lettere di Totò, pensate e scritte mesi fa, non durante l’emergenza. Una demagogia insopportabile. Io qua non parlo come centrosinistra, ma chi se ne strafrega del centrosinistra? Parlo da uomo che vuole collaborare con uomini in buona fede, non mi importa del centrodestra, del centrosinistra, del pipipi e del pipipa. Siamo l’unica Regione che fa un piano economico sociale da 1 miliardo di euro e alcuni consiglieri criticano? Prima la litania era pensare ai poveri e all’economica, allora? Un eminente statista in questo consiglio mi ha detto che non dobbiamo sostenere l’economica passiva ma quella attiva. Attivo-passivo sono concetti equivoci, ma che significa? loro si presentano come centrodestra, io invece mi presento come de luca, non sono più niente. Mi avete sottratto due ore di tempo per fare altre ordinanze in vista del 4 maggio.  Ringrazio quei pochi colleghi che hanno dato un contributo di merito e non quelli che sono intervenuti in questo dibattito offendendo la dignità della Campania e di coloro che hanno lavorato per due mesi».