Riesplode la polemica sulla scarcerazione dei fratelli Pellini, i tre imprenditori acerrani condannati a 7 anni di reclusione per aver provocato il disastro ambientale in Terra dei Fuochi ma che poi grazie all’indulto sono stati liberati il 30 marzo, dopo appena dieci mesi trascorsi in prigione. Ne è nata una polemica che dopo essersi consumata davanti al tribunale con una protesta degli ambientalisti si è spostata nel municipio di Acerra. Questo perché è miseramente fallito il tentativo del Movimento Cinque Stelle di organizzare, insieme a tutte le altre formazioni del consiglio comunale, un’assemblea cittadina straordinaria sulla spinosa questione che pende come una spada di Damocle sul territorio. L’unico consigliere comunale dei pentastellati, l’avvocato Carmela Auriemma, ieri ha reso noto di aver presentato due settimane fa una proposta finalizzata all’indizione di un’assemblea cittadina straordinaria sulla scarcerazione dei fratelli Pellini. Ma gli altri capigruppo non hanno voluto firmare la proposta dei Cinque Stelle che, anzi, è stata respinta. “Avevo posto in data 31 marzo, all’attenzione dei capigruppo la possibilità di convocare un consiglio comunale straordinario sulla vicenda della scarcerazione dei Pellini – racconta Carmela Auriemma – ma in questo caso i capigruppo, unitamente al presidente, invece di scrivere insieme un documento unitario si sono appellati a regolamenti e burocrazia modificando la discussione”. L’avvocato Auriemma convocherà la commissione di vigilanza del Comune, di cui è la presidente. “Voglio sapere – anticipa il consigliere comunale di opposizione – quali iniziative siano state intraprese finora dall’amministrazione municipale di fronte a questo scandalo, a questa ingiustizia perpetrata ai danni di un popolo”. Qualcosa però sta trapelando attraverso i social. L’altro ieri il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha fatto sapere di essersi riunito con gli altri esponenti della giunta per discutere, tra le altre cose, della questione Pellini. Nel frattempo però non è stata ancora ufficializzata nessuna decisione, che a ogni modo sembra essere dietro l’angolo. “Sono contenta – aggiunge Auriemma – che la maggioranza su mio impulso si sia messa a lavorare su questa vicenda e spero che si adottino azioni realmente incisive anche e soprattutto per recuperare somme dal tesoro dei Pellini e per procedere alla bonifica dei terreni inquinati affinché venga applicato il principio confermato dalla Cassazione: chi inquina paga”. Tra pochi giorni il tribunale di Napoli dovrà decidere se confiscare o meno il patrimonio dei Pellini di 222 milioni di euro sequestrato l’anno scorso dalla dda.
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