CONDIVIDI
2 marzo 2020: l'ex sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, e il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, inaugurano il cantiere dell'impianto di compostaggio
2 marzo 2020: l'ex sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, e il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, inaugurano il cantiere dell'impianto di compostaggio

Palazzo Santa Lucia ha chiesto alla città delle fabbriche di ultimare la documentazione necessaria al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Si prevede l’avvio della costruzione dell’impianto entro la primavera 

Per Il Comune di Pomigliano si sta avvicinando il momento di un’importante scelta politica, ammnistrativa e sociale nel territorio a nordest di Napoli: far costruire o meno il primo impianto pubblico di compostaggio nel Napoletano. Era stato infatti inaugurato quasi un anno fa il cantiere del primo dei 15 impianti di compostaggio previsti dal piano regionale dei rifiuti. Intanto i lavori di bonifica dalla presenza eventuale di ordigni bellici della seconda guerra mondiale sono terminati da un pezzo nel terreno del cantiere di via Pomigliano-Acerra ma della nuova struttura non si è visto ancora nulla. C’è però una novità in questa direzione: la Regione Campania ha bussato alla porta del Comune. Ha chiesto di completare tutti gli atti propedeutici al rilascio dell’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, ultimo passo prima dell’inizio della costruzione dell’impianto. Dunque, palazzo Santa Lucia vuole dare un colpo di acceleratore verso la finalizzazione di un progetto il cui iter è apparso dal primo momento davvero lungo e farraginoso. E il Comune di Pomigliano ha risposto alla sollecitazione. La richiesta della Regione era puntata all’acquisizione di uno studio sulla qualità dell’aria nella zona in cui dovrà essere costruito l’impianto. Il Comune ha quindi conferito l’incarico al laboratorio di analisi della Federico II. Lo studio è pronto. Sarà consegnato entro la prossima settimana. A quel punto la conferenza dei servizi istituita presso il dipartimento Ambiente regionale potrà erogare l’AIA e consentire la redazione del progetto esecutivo e i conseguenti lavori di costruzione. L’obiettivo è di chiudere questa partita entro la primavera. Ma come sempre in tali casi tutto è affidato alle bizze della politica e alle reazioni del territorio. La popolazione che abita attorno all’area in cui è stato localizzato l’impianto di compostaggio si è infatti più volte espressa contro la realizzazione della struttura, che sarà costruita in una zona in passato pesantemente sfruttata dall’ecomafia attraverso lo scarico  e l’occultamento incontrollati di rifiuti di ogni sorta e il loro sistematico incendio. Questa posizione fino all’anno scorso era stata fatta propria anche da alcune forze politiche. Ad ogni modo il via ai lavori per l’impianto era stato dato il 2 marzo dell’anno scorso, con il taglio del nastro avvenuto nel cantiere dell’opera. Alla cerimonia erano intervenuti il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca e l’allora sindaco di Pomigliano Raffaele Russo. La posta in gioco è alta. Si tratta del primo dei 15 impianti per la produzione di compost previsti quattro anni fa dal piano regionale di smaltimento dei rifiuti organici: scarti da trasformare in concime da destinare all’agricoltura ma che la Campania, a causa della quasi totale assenza di impianti specializzati, è costretta a spedire fuori regione triplicando i costi. Ora però si tenta di invertire la rotta. I lavori di Pomigliano se li è aggiudicati, attraverso la gara d’appalto espletata dal Comune, un’associazione temporanea d’imprese composta da un’azienda di Roma, la CONPAT SCARL, una di Angri, in provincia di Salerno,  la I.CO.NA. Società Cooperativa, e una di Serino, in provincia di Avellino, la DE.FI.AM. srl. Importo complessivo: 8milioni e 600mila euro stanziati dalla Regione attraverso i fondi europei. Il progetto risale al 2017. L’impianto è stato concepito per servire vari comuni. Grazie alla sua capacità di trattamento dei rifiuti organici sarà infatti in grado di produrre 24mila tonnellate all’anno di compost da concimazione. attualmente la Campania produce 700mila tonnellate di rifiuti organici all’anno. Ma a causa della carenza di impianti del genere si è costretti a smaltirne fuori regione il 90 per cento. Costo: 230 euro a tonnellata.