Commissione parlamentare Ecomafia: ispezione nei beni confiscati e poi devastati ad Acerra

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devastazione nel bene confiscato dallo Stato
devastazione nel bene confiscato dallo Stato

Il deputato Del Monaco (M5S): “I patrimoni sottratti ai condannati per disastro ambientale versano in un ignobile abbandono. Sono il simbolo della sconfitta dello Stato”

 

 

Ieri pomeriggio il deputato della commissione parlamentare sulle ecomafie, Antonio Del Monaco (M5S), ha ispezionato i beni confiscati ad alcuni imprenditori dello smaltimento di rifiuti condannati per disastro ambientale. Beni che versano in uno stato di totale abbandono, letteralmente saccheggiati, e che stanno pure subendo ripetuti incendi dolosi. L’ispezione è iniziata in un agriturismo di Acerra, in località Lenza Schiavone, dove di recente le fiamme hanno devastato l’uliveto e altre strutture. Scene da zona bombardata. Si presenta saccheggiato il casale del ‘700, corpo principale dell’agriturismo ristrutturato in maniera molto discutibile, ai limiti del cattivo gusto, una ristrutturazione fatta all’epoca in cui veniva utilizzato per feste e ricevimenti. I ladri hanno rubato persino il cancello d’ingresso e la recinzione di metallo. Terra di nessuno. L’ispezione di Del Monaco è stata protetta da una pattuglia di scorta della Polizia di Stato afferente al locale commissariato. Il componente della commissione parlamentare sulle ecomafie è stato accompagnato sul posto dagli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo, Michele Pannella e Valerio Montesarchio. Del Monaco ha anche visitato gli attigui impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti confiscati agli stessi imprenditori condannati per disastro ambientale. Uno di questi impianti, ora di proprietà del comune di Acerra, è circondato da rifiuti di ogni sorta e da carcasse di auto bruciate. “Ho anche notato – ha dichiarato Del Monaco durante l’ispezione – che alcuni terreni coltivati qui si presentano sopraelevati rispetto al livello del suolo e questo mi fa sospettare che sotto possano essere stati seppelliti rifiuti: lo segnalerò alle autorità competenti. Nel frattempo tenterò di contattare i commissari nominati dal tribunale per la gestione dei beni confiscati ai soggetti condannati in via definitiva per il disastro ambientale del territorio”. L’ispezione è proseguita in uno stabilimento di via Tappia, sul lato opposto dell’agro acerrano. Anche quest’impianto è stato confiscato agli stessi soggetti condannati. “Grazie ai fori nelle porte scaturiti dall’incuria – ha detto Alessandro Cannavacciuolo – abbiamo potuto osservare che all’interno del capannone sono stati depositati materiali edili e scarti di vario tipo. E sospettiamo che si tratti di materiali depositati di recente”. “Non è possibile che un capannone del genere – ha concluso Del Monaco – riporti sul muro ancora il nome dei vecchi proprietari che hanno ricevuto ormai anni fa il provvedimento di confisca. Intanto qui non riesco a vedere nulla, ma proprio nulla, che possa ricondurre il tutto al Comune o comunque alla presenza dello Stato. Questa condizione di totale abbandono istituzionale ad Acerra non dovrà passare inosservata. Mi rivolgerò a chi di dovere”.