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Il 10 settembre 2021 la cantautrice e compositrice Giuni Russo avrebbe compiuto settant’anni e, proprio in questa data, la Warner Italy pubblica “Giuni Russo Jazz a casa di Ida Rubinstein” in due versioni: una costituita da 2 CD + DVD e l’altra da un vinile colorato giallo in edizione limitata. 

 

Il CD1 presenta la prima versione dell’album originale A casa di Ida Rubinstein registrato da Giuni Russo nel 1988 con arie e romanze classiche.

Il CD2 presenta una seconda versione, il repertorio è lo stesso, ma la registrazione è del 2011, arricchita dalla presenza dei jazzisti Paolo Fresu, Uri Caine e Brian Auger.

Il DVD, invece, contiene il concerto inedito del 31 luglio 1998 tenutosi a Fano presso la Corte Malatestiana, durante la rassegna Il violino e la selce, con la direzione artistica di Franco Battiato. Il repertorio è sempre dedicato alle arie e alle romanze classiche di Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi.

Nei contenuti extra del DVD sono incluse le testimonianze di Paolo Fresu, Uri Caine e Brian Auger che commentano questa straordinaria esperienza artistica.

Il vinile colorato giallo, di 180 g in edizione limitata/numerata, contiene la seconda versione del 2011.

Il cambio di rotta dell’epoca, scelto da Giuni Russo, relativo al genere musicale e al tipo di brani da interpretare, rese A casa di Ida Rubinstein un album molto importante nella carriera della cantante, anche se non venne premiato, come prevedibile, da vendite eccezionali.

Giuni osò prestare soluzioni canore inusitate a un repertorio che, sebbene strepitoso, poltriva, stereotipato, nei ranghi artistici della musica d’autore. Una sfida senza eguali, un coraggioso taglio con la tradizione, un tentativo, artisticamente reso alla grande, di annientare le barriere tra i generi musicali. In questo tentativo emerge la finalitá recondita di consentire, ai piú, l’approccio a un genere destinato solitamente a un pubblico di fatto elitario.

Quando Giuni, con la collaborazione artistica di Maria Antonietta Sisini, decise di dedicarsi a un repertorio d’autore, con brani di alta qualità, e non più solo a “canzonette estive”, trovò serie difficoltà a proporsi presso le varie case discografiche. Soltanto l’amico Franco Battiato credette in lei, permettendole di pubblicare con la sua etichetta L’Ottava.

A casa di Ida Rubinstein è rimasto per anni nel limbo della discografia italiana nonostante rappresenti il primo esempio in assoluto della cosiddetta “musica di confine”: un cocktail fatto di musica da camera, blues, jazz e musica lirica.

Il nuovo repertorio confermò la naturale vocazione dell’interprete e cantautrice palermitana a voler guardare avanti, al punto da essere considerata ancora oggi, a circa vent’anni dalla sua prematura scomparsa, come un’artista d’avanguardia unica nel suo genere, tanto per le sue indimenticabili e proverbiali hit estive, quanto per le sue lodevoli scelte artistiche, corroborate da un grande talento naturale, da un’impeccabile tecnica esecutiva e da un’estensione vocale pazzesca… da brividi e senza eguali.