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POMIGLIANO D’ARCO – Nell’intervista il sindaco Gianluca Del Mastro parla delle opportunità per la città delle fabbriche dopo la promozione ottenuta dall’associazione presieduta dal sindaco di Maranello

Maranello chiama Pomigliano e la promuove “Città del Motore” in vista dell’utilizzo dei fondi del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da 222 miliardi messi a dimora attraverso l’Unione Europea per il rilancio del Paese in chiave post pandemica. Va in questa concreta e più che profittevole direzione l’ingresso della città delle grandi fabbriche metalmeccaniche napoletane nella rete dei 35 comuni italiani che fanno parte di “Città dei Motori”, l’associazione presieduta da Luigi Zironi, sindaco di Maranello, capitale nostrana dell’automobilismo con la sua “motor valley” nonché sede storica della mitica Ferrari.

 

Una rete di comuni di cui fanno parte realtà come Torino, Arese, Fiorano, Termoli, Cassino e che ha già avviato un dialogo fattivo con il governo Draghi. L’obiettivo è di creare in tutte le municipalità dell’associazione un’economia reciprocamente basata sulla cultura motoristica, automobilistica o aeronautica, cioè sul patrimonio industriale di ciascun territorio. La “promozione” di Pomigliano a “Città del Motore” è stata fortemente voluta da Zironi ed è stata subito reso nota dal sindaco del centro campano, Gianluca Del Mastro, che ora intravede il traguardo di uno degli interventi più significativi di questa neonata collaborazione, il “Museo del Motore”, i cui finanziamenti sono stati già in parte appostati alla fine dello scorso anno nel bilancio dalla Regione Campania.

 

“Con Pomigliano d’Arco – commenta intanto il presidente Zironi – si consolida nella Rete la presenza di una realtà produttiva moderna e di livello, in questo caso una colonna portante dell’automotive italiano, capace di coniugare tradizione e sfide del futuro, di dare forza ai progetti che stiamo sviluppando specie sul turismo”. Automotive ma non solo. Pomigliano oltre che sede dell’auto grazie alla fabbrica Stellantis produttrice della Panda, la vettura più venduta in Italia, ospita anche gli stabilimenti di due colossi dell’aeronautica come la Leonardo (fusoliere per i velivoli a corto raggio ATR, timoni e flaps per i grandi jet commerciali e sistemi operativi per il settore internazionale) e l’Avio Aero dell’americana General Electric (componenti per i motori dei jet commerciali).

 

“Tutto ciò – spiega il sindaco Del Mastro – può diventare volano di un turismo industriale e di un’economia basata sulla cultura scaturita da quest’immenso patrimonio produttivo. Si tratta di creare attraverso la collaborazione dei 35 comuni un’economia parallela a quella della fabbrica, iniziative impostate sulla promozione del territorio”. L’associazione “Città dei Motori” si sta muovendo a ritmi cadenzati. “Abbiamo predisposto un Piano nazionale del turismo motoristico – è scritto nel sito dell’organismo – che è stato già presentato nella conferenza del maggio scorso a governo, regioni e stakeholders. Stessa cosa è stata fatta alla fine di luglio, quando siamo stati ricevuti dal ministro del turismo Massimo Garavaglia, che ci ha garantito interesse e sostegno”.

 

Il primo passo di questa cooperazione sarà l’inclusione del calendario annuale delle manifestazioni motoristiche di Città dei Motori nell’hub del turismo digitale, la piattaforma prevista dal PNRR che metterà in rete l’ecosistema turistico italiano. “Si tratta di una sfida impegnativa e che richiederà uno sforzo collettivo estremo – aggiunge Del Mastro – ma si tratta anche di una grande occasione. Con l’ingresso nella rete dei 35 comuni ci siamo inseriti in un meccanismo di finanziamenti e interventi mirati che punteranno alla creazione di musei, fiere, itinerari e sedi culturali attraverso cui interagire con la tecnologia, l’industria, l’elettronica avanzata”. Ma il sindaco di Pomigliano sta pensando anche all’incentivazione del patrimonio enogastronomico territoriale.

 

“Si – conferma Del Mastro – è ovvio infatti che quando si creano tutte queste cose se ne creano automaticamente altre. Turismo significa pure ristorazione, produzione alimentare e prodotti doc”. La sfida dunque è aperta. Sarà però necessario creare in loco una cabina di regia: i fondi del PNRR esigeranno gestioni altamente professionali ed eminentemente specialistiche.