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Da tempo malata ci lascia Milva. La chiamavano “la pantera di Goro”, in riferimento al piccolo borgo in provincia di Ferrara in cui era nata nel 1939.

 

 

Milano l’ha adottata e a Milva il grande milanese Enzo Jannacci ha dedicato la canzone La rossa che ha contribuito a rendere ancora più iconiche la sua sfavillante e folta chioma e la sua incrollabile fede politica di sinistra. Non a caso gli altri milanesi suoi grandi amici ed estimatori sono stati Alda Merini, Dario Fo e Franca Rame e non a caso il presidente provinciale di Milano dell’Anpi, per una bella coincidenza proprio alla vigilia del 25 aprile, oggi la ricorda così: “Ci ha lasciato una grande protagonista della musica italiana, una grande artista, colta e sensibile, legatissima ai valori dell’antifascismo”.

Nel 1965 Milva al Piccolo Teatro ha interpretato i Canti della Libertà, compiendo il primo passo di un trentennale sodalizio con Giorgio Strehler. Nella sua lunga e luminosa carriera è passata dalla canzone popolare alla musica di Battiato e di Morricone, alle opere del drammaturgo Bertolt Brecht fino alle canzoni dei grandi compositori greci, francesi e tedeschi. Ha riscosso grandi consensi in Giappone, Corea, Grecia, Spagna e Sudamerica oltre che in Francia e in Germania, nazioni queste ultime che le hanno conferito alte onorificenze a testimonianza della sua elevata statura artistica. Con lei se ne va una grande protagonista della cultura, una delle più grandi interpreti della musica d’autore e del teatro canzone del ‘900.