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Castello di Cisterna, famiglie senza casa protestano al consiglio comunale. Resta l’emergenza

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Protesta ieri delle cinque famiglie senza casa che da circa una settimana sono in presidio davanti al Comune. Sono arrivate in corteo al consiglio comunale. Sapevano che si sarebbe parlato del loro caso.

Dalla strada di ingresso al parco della 219 sono arrivate marciando fino all’aula consiliare. Lì hanno iniziato a urlare il loro problema, le istanze. Con loro: uno striscione e pochi amici delle “palazzine” arrivati a sostenere la causa. Sgomberate alla fine di aprile scorso dalla galleria mercato che occupavano da tre mesi, sono ancora senza una abitazione. Da gennaio la chiedono all’amministrazione comunale. Riferiscono di non essere più in grado di pagare l’affitto. Ieri, a conclusione del civico consesso, maggioranza e opposizione hanno espresso la propria votazione sull’atto di indirizzo al responsabile dei servizi tecnici sull’utilizzo proprio dell’immobile comunale che quei nuclei familiari avevano occupato abusivamente fino a poco più di un mese fa. La proposta ha ottenuto l’approvazione dei votanti. L’intenzione sarebbe quella di trasformare i locali commerciali in alloggi di edilizia residenziale pubblica. Dall’emiciclo, però, qualcuno ipotizzava un’attesa di due mesi prima di un’eventuale pubblicazione di un bando con cui assegnare quegli spazi, se mai dovessero diventare abitabili. La discussione sull’ultimo punto all’ordine del giorno è stata l’occasione per prendere posizione sul caso delle cinque famiglie bisognose di un alloggio. Tutti sono d’accordo sulla necessità di trovare una soluzione. Ma da quell’aula non ne sono uscite di immediate, necessarie per far fronte all’emergenza abitativa incombente. Mentre si consumava lo scontro politico sulla questione, i manifestanti erano tra il pubblico ad ascoltare. Al silenzio hanno alternato qualche minuto di confusione all’esterno, dove chi stava esercitando il diritto di cronaca con riprese video è stato costretto da alcuni presenti a spegnere la camera. Alla fine una soluzione immediata da quell’aula non è uscita. Le famiglie, di cui fanno parte anche tre donne incinte e diversi minorenni, una risposta concreta non l’hanno ancora ottenuta. Solo la promessa da parte di tutti i consiglieri e la giunta di impegnarsi a trovare una sistemazione temporanea. Con quelle parole in tasca, al termine della seduta, sono ritornate al loro presidio davanti al municipio.

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