Caso Pomigliano, il commissario PD: «Inflessibili con i responsabili della vicenda»

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Giuseppe Annunziata
Giuseppe Annunziata

Il segretario dei dem area metropolitana, Giuseppe Annunziata, anticipa le prossime azioni politiche nella città delle fabbriche che per la prima volta dal Dopoguerra non vedrà partiti nazionali nella competizione elettorale per l’elezione di sindaco e consiglieri comunali: una situazione pericolosa     

 

Si susseguono le novità attorno al caso politico di Pomigliano, le elezioni comunali di maggio nella città delle grandi fabbriche Stellantis, Leonardo e Avio Aero a cui non parteciperanno il PD, il Movimento Cinque Stelle e tutti gli altri partiti nazionali: dal Dopoguerra non si era mai verificato. A ogni modo ieri il commissario regionale del Partito Democratico, Antonio Misiani, ha commissariato il circolo di Pomigliano nominando commissario Giuseppe Annunziata. E’ stata quindi affidata al nuovo segretario del PD di Napoli e dell’area metropolitana la responsabilità di gestire la patata bollente di una vicenda rimasta zeppa di misteri e culminata con la mancata presentazione del candidato sindaco e della coalizione di centrosinistra proprio a poche ore dalla scadenza fissata in municipio.

                              Ritiro

Una partecipazione alle elezioni comunali, questa del PD e del M5S, resa difficile anche a causa dei tempi troppo stretti per organizzare al meglio liste e candidati. Una storia da film giallo.

Il sindaco di centrosinistra, Gianluca Del Mastro, era stato fatto cadere il 17 febbraio grazie a una mossa ben pianificata da parte del segretario cittadino del PD, Eduardo Riccio, che con le sue dimissioni dalla carica di vicesindaco e con quelle di alcuni suoi fedeli consiglieri comunali ha determinato il commissariamento del Comune.

Un passo finalizzato alle elezioni di maggio senza così dare il tempo allo stesso PD ed ai pentastellati di mettere in piedi una coalizione e un candidato sindaco in grado di contrastare la formazione civica di undici liste del già sei volte primo cittadino Lello Russo, medico in pensione di quasi 84 anni, un tempo del PSI e poi leader territoriale del centrodestra con il suo ultimo doppio mandato da sindaco tra il 2010 e il 2020.

Riccio intanto, ancora segretario del PD, si è alleato a Russo, a capo di una coalizione in cui sono confluiti sia esponenti di centrosinistra che di centrodestra.

                       Provvedimenti

Comunque l’artefice di quest’imbarazzante situazione politica è stato rimosso dall’incarico per via del commissariamento disposto da Misiani. Della ricostruzione del partito si occuperà il 44enne Annunziata, massimo responsabile del PD metropolitano. « E’ stata una decisione annunciata dopo quanto accaduto – la dichiarazione del dirigente politico – quando consapevoli dell’assenza delle condizioni per un progetto serio e di prospettiva del centrosinistra abbiamo deciso, con molto rammarico, di non presentare la lista del PD ».

« E’ una vicenda dolorosa e lacerante per l’intera comunità democratica – il rammarico di Annunziata – ma il nostro obiettivo è di costruire con pazienza ed attenzione un progetto serio e lungimirante in grado di realizzare una nuova speranza: ripartiamo con umiltà e determinazione ».

Ma il commissario cittadino adotterà provvedimenti alla luce del “pasticcio di Pomigliano” ? « Ricostruiremo – risponde Annunziata – l’intera vicenda passaggio per passaggio e valuteremo i comportamenti politici precedenti e successivi di ciascuno dei protagonisti di questa storia. Io – chiarisce il responsabile PD – non sono abituato ad annunciare fulmini e saette ma è chiaro che di fronte ad evidenti responsabilità saremmo inflessibili».

                     Caso Europa Verde

E continuano le fibrillazioni. Ieri il Tar ha respinto il ricorso di Europa Verde, che esprime il candidato sindaco Salvatore Cioffi, l’ex presidente del consiglio comunale ed ex consigliere della Città Metropolitana. Il Comune ha escluso dalla competizione elettorale questa compagine per la mancata presentazione di un’autocertificazione relativa al collegamento tra lista e candidato.

« Noi abbiamo presentato l’autocertificazione ma inspiegabilmente ci dicono che non c’è più – affermano gli ambientalisti – questa esclusione è assurda e immotivata. C’è peraltro una giurisprudenza a nostro supporto ». Europa Verde farà appello al Consiglio di Stato. .