Casalnuovo, palazzone al posto della villa del ‘700: sequestrato. Si allarga l’inchiesta “Piano Casa”

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Si espandono le indagini sullo strumento edilizio che negli ultimi anni ha dato il via a una nuova ondata edilizia nei centri cittadini campani.

 

 

Il comandante della polizia municipale di Casalnuovo, Fulvio Testaverde, ha avviato una serie di verifiche nei nuovi stabili realizzati grazie alle concessioni edilizie regolate dalla legge regionale “Piano Casa”, strumento che prevede l’abbattimento di vecchi edifici e la ricostruzione di nuovi stabili con ampliamento volumetrico del 35 %. Durante uno di questi controlli è stato sequestrato un grande condominio di piazza Mafalda, ubicato in zona B, a ridosso del centro. Il palazzo di sei piani, una struttura imponente, è stato costruito sulle macerie di una villa del ‘700 affrescata con opere di artisti della “Scuola Napoletana”. Ora la villa, chiamata un tempo palazzo Mondelli di Sassinoro, non c’è più. Intanto la magistratura e la polizia municipale contestano il reato di abusivismo edilizio ai danni dei costruttori che hanno realizzato il nuovo condominio al posto di quella che era una delle ultime testimonianze storiche della città. L’inchiesta, che punta sulla costruzione di volumetrie non consentite dal permesso comunale, comunque non prende in considerazione lo sfregio alla storia, che non è stato messo in discussione. Del resto palazzo Mondelli di Sassinoro non è mai stato tutelato dal Comune o da qualsiasi altro organismo o privato cittadino che avrebbero potuto, ma non l’hanno fatto, avviare un inter presso la Soprintendenza allo scopo di dichiarare la villa storica un patrimonio da tutelare. E così le ruspe, complice una legge regionale, hanno avuto il sopravvento.