Casalnuovo, elezioni: sale la tensione su una delibera. E Iasevoli “tenta” l’UDC

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A Casalnuovo la tensione politica della campagna elettorale sale di nuovo a causa di un ennesimo “giallo” su una delibera per l’esproprio dei terreni destinati alla realizzazione della piscina comunale. Intanto uno dei candidati a sindaco, Espedito Iasevoli, sta provando un “colpaccio”: stringere un’alleanza con l’Udc, partito che esprime un consigliere comunale considerato vicino al sindaco uscente Massimo Pelliccia, che si ricandiderà alla poltrona di primo cittadino, e un assessore, che sia pure in un ambito civico viene accreditato come punto di riferimento dell’Unione di centro. Proprio di recente sia l’assessore della giunta Pelliccia che il segretario cittadino dell’Udc, Biagio Caliendo, si sono incontrati con Iasevoli, nell’ambito di un confronto più complessivo con altre forze della città. Espedito Iasevoli, 47 anni, figlio di un ex sindaco di inizio anni Novanta, Paolo Iasevoli, è un avvocato civilista. Fu eletto nel 2001 in consiglio comunale. Assessore al bilancio, al personale e all’urbanistica dal 2004 al 2006, nel luglio del 2006 presidente del consiglio comunale di area Udeur, si dimise nel settembre del 2007, durante lo scandalo dei 74 palazzi abusivi sorti nei suoli agricoli, scandalo che portò alla rimozione per condizionamento mafioso dell’allora sindaco Antonio Manna e al contestuale scioglimento dell’assemblea cittadina. “Oggi il mio tentativo – spiega – è di costituire un centro che possa puntare al ballottaggio con una visione, un’idea di città diversa da quella finora proposta dai miei concorrenti”. Allo scopo Iasevoli sta appunto radunando le forze che in qualche modo possano rappresentare questo centro e cioè l’Udc, e Città Viva, formata da un gruppo di renziani locali. “Con l’Udc e con una serie di compagini civiche, oltre che con Città Viva, sono i corso dei confronti finalizzati alla definizione di un percorso”, chiarisce Iasevoli. Aria rovente intanto sul fronte delle polemiche. Salvatore Errichiello, consigliere comunale di opposizione ed ex assessore nella giunta Peluso dal 2010 al 2015, ha annunciato, insieme agli altri nove consiglieri della minoranza, una denuncia alla procura di Nola con un contestuale esposto al prefetto di Napoli. Al centro della vicenda è finita la delibera comunale di esproprio dei terreni per la realizzazione della prima piscina pubblica della città. Secondo quanto annunciato da Errichiello in base alla documentazione in suo possesso “c’è una palese contraddizione tra il resoconto stenografico e audiofonico del consiglio comunale che ha portato al voto sull’esproprio e il contenuto della delibera prodotta dall’assemblea cittadina, tenuta all’aperto nella frazione di Casarea il 28 maggio scorso”. Il problema punta su quanti consiglieri comunali avrebbero effettivamente partecipato alla discussione e al voto sul provvedimento dal quale sono scaturite polemiche circa presunti interessi personali di due consiglieri. “Nel resoconto stenografico e audiofonico – spiega Errichiello – il presidente del consiglio comunale parla di 13 consiglieri presenti, di 11 voti a favore e di due astenuti, astenuti la cui presenza al voto ha garantito numericamente la validità della seduta. Poi però – eccepisce Errichiello – nel documento della delibera pubblicata sul sito del Comune si legge che non avrebbero proprio votato i due consiglieri comunali coinvolti da un conflitto d’interessi nell’esproprio, cosa che non solo non è avvenuta perché si sono astenuti ma anche perché si tratta di una terminologia, quella del “non voto” di un consigliere, che non è prevista dal regolamento del consiglio comunale”. Per tutti questi motivi gli esponenti dell’opposizione hanno già inviato una segnalazione al prefetto circa il presunto conflitto d’interessi e nei prossimi giorni informeranno sia la prefettura che la procura della delibera contestata.