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La kermesse savianese ritorna per il 2020 con un programma ricco di eventi e spettacoli. 16, 23 e 25 febbraio le date dell’evento da non perdere. Pubblicata la photogallery dei bozzetti dei carri allegorici.

Manca davvero poco all’inizio del Carnevale savianese, uno degli eventi più attesi della Campania. Sarà una tre giorni all’insegna dell’allegria e del divertimento: 16, 23 e 25 febbraio sono le date stabilite per il 2020. Il comune di Saviano si animerà di suoni e colori con le tradizionali sfilate dei carri allegorici, gruppi di ballo, spettacoli degli artisti di strada che piacciono tanto a grandi e piccini.

Quest’anno il vero protagonista del Carnevale di Saviano sarà Sisiniell, la buffa mascotte dell’evento. Personaggio tipico campano degli anni ’30, è un damerino con cappello di paglia, monocolo e uno sgargiante vestito multicolor ricavato da stoffa di risulta. Nato a Saviano nel 2011 dalle abili mani dell’artista Carmine Ciccone, sembra ispirarsi alla famosa maschera bergamasca della commedia dell’arte, Arlecchino. Con le sue grosse scarpe, la trombetta in una mano e i coriandoli nell’altra assomiglia quasi a un clown, ma è solo apparenza. Il suo carattere non può passare inosservato: un Sisiniello è una persona che ama prendere parte a discussioni e pettegolezzi, cialtrone e negligente, persino un cascamorto oltre misura. Nel tentativo di sembrare spiritoso risulta, in realtà, ridicolo agli occhi degli altri. Però ama il Carnevale, perché dopo aver cosparso il viso di farina, può scegliere con la sua maschera di diventare chi preferisce davvero.

Non poteva essere scelto motto migliore per il 2020: «Giovani, adulti e bambini, fate come Sisiniell: siate eccentrici nei vestiti e spiritosi nei comportamenti. Facciamo festa insieme e non dimenticate di portare tanti coriandoli!».

Meritano una nota a parte i carri allegorici, le straordinarie opere di cartapesta e polistirolo che sfilano a suon di musica con la loro imponenza tra le strade di Saviano. Ogni comitato ha scelto per il proprio carro di affrontare un’ampia lista di tematiche attuali, dalla politica alle problematiche sociali, fino ai cartoni e alle serie tv che hanno lasciato il segno nell’immaginario collettivo.

Era il lontano 1979 quando con un solo carro si dava vita a un evento che è diventato negli anni una vera e propria tradizione. Neanche si sapeva quali sarebbero state le sorti della festa, non si pensava a quale esito sarebbe stato raggiunto e neanche per quanto tempo ancora si sarebbe potuta ripetere una tale iniziativa. C’era solo la voglia di fare festa, divertirsi con poco, staccare la spina da una vita sempre troppo frenetica e impegnativa.

Il Carnevale ha un fascino particolare. La sua intrinseca bellezza è legata al concetto latino di persona, che per gli antichi si riferiva alla maschera dell’attore, al personaggio di una rappresentazione teatrale – a testimoniare che la vera identità di ogni individuo è sempre tenuta nascosta da una maschera. E quindi, il Carnevale a cosa serve? Se non altro sarà utile per uscire allo scoperto, per mostrarsi come non si è mai stati, per liberare quella vitalità che la monotonia del quotidiano tiene incatenata, per essere finalmente se stessi. Il travestimento scelto è solo un dettaglio in più: a Carnevale non vince il vestito più appariscente o la maschera più divertente. A Carnevale vince ognuno di noi, bambini, adulti, persino gli anziani. Basta davvero poco per riaccendere quel sorriso e far tornare la luce su volti spenti da ormai troppo tempo. Siate voi stessi, cantate, ballate e divertitevi. Tutti meritano di gioire, almeno per un giorno.