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Buoni fruttiferi Poste Serie Q, la vittoria dei consumatori

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I Buoni fruttiferi Poste Serie Q sono nuovamente al centro di una battaglia legale, ma in questo caso la vittoria spetta ai consumatori.

In particolare, si tratta dei buoni della serie Q, ai quali sono stati accorpati quelli della serie P, che è stata emessa fino al 1984.

Per capire che cosa sia accaduto in sede giudiziaria, e che cosa possano richiedere oggi i consumatori in merito ai Buoni fruttiferi Poste Serie Q, bisognerà analizzare la vicenda nello specifico.

Buoni fruttiferi Poste Serie Q, quale la vittoria di Federconsumatori

In particolare, la Federconsumatori ha fatto ricorso in merito a quella che può essere indicata come una conversione non reale dei buoni fruttiferi stessi.

In questo caso, ci si riferisce ad una pronuncia emessa dal Tribunale di Enna, la quale si aggiunge ad altre sentenze che hanno già visto la risoluzione di casi simili.

Il tribunale ha decretato che coloro i quali siano titolari dei Buoni fruttiferi Poste Serie Q avranno diritto all’applicazione di tassi di interesse nella misura indicata dai buoni stessi.

Questo perché, precedentemente, erano state diramate delle notizie riferite alla possibilità di non vedere applicati i tassi di interesse precedentemente previsti, a causa di una modifica nelle condizioni contrattuali dei buoni.

Tale modifica in merito alle condizioni dei tassi di interesse non sarebbe stata oggetto di specifico avviso da parte di Poste Italiane, un comportamento che arriverebbe, quindi, a violare i diritti dei risparmiatori.

Buoni fruttiferi Poste Serie Q, che cosa hanno previsto i giudici

In merito, quindi, ai buoni i giudici del Tribunale di Enna hanno previsto una sanzione per le Poste.

Nello specifico, è stato indicato come le Poste debbano pagare a quello che viene indicato come “associato risparmiatore” (in quanto rappresentato dalla Federconsumatori) per la causa prevista dal ricorso, la somma pari a 21.164,57 euro.

Questa è la cifra prevista a carico di Poste Italiane, alla quale si aggiungono anche gli interessi e il pagamento delle spese processuali.

Buoni fruttiferi Poste Serie Q, che cosa accade per i consumatori

Se sei interessato a capire che cosa accadrà ai tuoi Buoni fruttiferi Poste Serie Q la soluzione indicata dal tribunale di Enna si aggiunge a quelle già specificate da altri giudici.

Sarà necessario, per le Poste, applicare i tassi di interesse e le percentuali di rendimento che siano previsti dal buono stesso.

Le modalità di calcolo, quindi, e anche l’entità degli interessi e del rendimento del buono dovranno corrispondere a quanto sarà scritto sul tuo buono.

Nello specifico:

  • Verrà corrisposto un interesse fino all’8% per il periodo che andrà fino al quinto anno
  • Verrà corrisposto un interesse del 9% dal sesto al decimo anno
  • Verrà corrisposto un interesse del 10,50% dall’undicesimo al quindicesimo anno
  • Verrà corrisposto un interesse del 12% dal sedicesimo fino al ventesimo anno

Sempre nella sentenza si ricorda come vi sia un’ulteriore corresponsione. Questa è pari a 262.550 lire per ogni successivo bimestre maturato fino al 31 dicembre del trentesimo anno solare successivo rispetto a quello di emissione.

Quindi, per ogni bimestre successivo rispetto al momento in cui avrai acquistato il tuo buono, e fino a 30 anni dopo, avrai diritto ad un’ulteriore corresponsione. Questa dovrà essere convertita in euro, arrivando ad una somma di circa 135,57 euro.

Infine, sempre per i tuoi Buoni fruttiferi Poste Serie Q c’è un’altra buona notizia. Infatti, per essi si prevede come dal primo gennaio del trentunesimo anno solare successivo all’anno di emissione, il buono che non avrai ancora riscosso non cesserà di essere fruttifero.

Tu, come avente diritto, potrai comunque ottenerne il rimborso entro il termine di prescrizione di cinque anni.

Insomma, per i tuoi buoni c’è ancora speranza, e pronunce come questa aiutano i consumatori come te ad ottenere giustizia.

Per maggiori informazioni sui tuoi buoni fruttiferi puoi rivolgerti a Difesa Utenti, associazione a tutela dei consumatori.