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A sei mesi del suo arresto in Egitto, Patrick Zaki diventa Cittadino Bruscianese. Patrick George Zaky, studente egiziano di 27 anni, frequentante dal settembre 2019 un master europeo all’Università di Bologna “Alma Mater”, attivo sul versante della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in collaborazione con l’egiziana EIPR (Egyptian Initiative for Personal Rights), veniva arrestato lo scorso 7 febbraio 2020, quando nel fare rientro a casa per le vacanze, veniva arrestato appena atterrato giunto all’aeroporto del Cairo. Si trova tuttora in custodia cautelare passato dal carcere di Mansoura a quello di Tora con l’accusa di «istigazione al rovesciamento del governo e della Costituzione».

Con l’Egitto l’Italia ha in sospeso la triste vicenda di Giulio Regeni. Il dottorando italiano dell’Università di Cambridge, nato a Trieste il 15 gennaio 1988, impegnato in una ricerca al Cairo, dove veniva trovato morto il 3 febbraio 2016, nei pressi di una prigione dei servizi segreti egiziani, essendo stato rapito il 25 gennaio 2016.

Su tale esecrabile epilogo, nella conservazione dei delicati equilibri internazionali, si sta dispiegando il competente lavoro diplomatico nelle attività della Farnesina. L’opinione pubblica italiana e il mondo dell’Università e dell’Associazionismo vorrebbero un diverso esito per il caso di Zaky.

Per questo è nato il progetto “100 Città con Zaki” di “GoFair” una organizzazione no profit nata nel maggio 2020 dall’idea di alcuni studenti di Relazioni Internazionali, fra cui Antonio Tondi, anche come Consigliere Comunale di Pomigliano d’Arco, che è stato tra i primi ideatori di questa importante iniziativa.

Sfogliando l’album della pagina FB ad essa dedicata dalle scorse settimane si poteva leggere: «Anche a Brusciano è stata presentata una mozione per conferire la cittadinanza onoraria a Patrick Zaky. Ringraziamo Pasquale Di Maio ed il consigliere comunale Antonio Castaldo per aver aderito all’iniziativa 100 Città con Patrick. Possono ignorare qualche voce sola nel vento, ma non potranno ignorare il frastuono di 100 Città con Patrick».

In seguito alla mozione, formalizzata all’inizio di luglio dai rappresentanti del PD locale, il Consiglio Comunale di Brusciano, presieduto da Gianfranco Castaldo, nella seduta di venerdì 7 agosto, prima di affrontare altri importanti punti all’ordine del giorno, ha espresso all’unanimità, con i Consiglieri di maggioranza, insieme al Sindaco Avv. Giuseppe Montanile, ed i Consiglieri di minoranza con il loro Capogruppo il Dott. Carminantonio Esposito, ed il promotore Consigliere PD, Dott. Antonio Castaldo, il voto favorevole al «Riconoscimento della cittadinanza onoraria del comune di Brusciano a Patrick Zaki».

Anche la città di Brusciano, dunque, contribuisce al raggiungimento del simbolico numero di 100 comuni disposti a riconoscere la cittadinanza onoraria a Patrick Zaky in modo tale da poter convincere il Governo a riconoscergli la cittadinanza italiana. La condivisa esultazione del Consigliere Comunale del Partito Democratico, Dott. Antonio Castaldo, sulla sua pagina FB è stata così espressa: «Con nostra grande soddisfazione, tutti i Consiglieri Comunali (maggioranza e opposizione), mostrando maturità, umanità e alto senso dello Stato, hanno dato voto favorevole a questa nostra iniziativa. Patrick Zaki è Cittadino Bruscianese! La nostra Politica è questa: Voce per i Cittadini e Solidarietà verso i più Deboli. Mai smetteremo di dirlo! Mai smetteremo di attuarlo!».

Chi volesse aderire a “100 Città con Patrick” può richiedere il materiale informativo scrivendo a: [email protected] .

Anche l’intellettuale Roberto Saviano sul quotidiano “La Repubblica-Bologna” del 18 febbraio 2020 aveva rivolto il suo appello al Presidente della Repubblica Mattarella e al Presidente del Consiglio Conte: «perché la cittadinanza a Zaky sia data il prima possibile. Non abbiamo tempo purtroppo. Essere cittadino italiano non servì a Giulio Regeni per avere salva la vita perché fu sequestrato e ucciso in segreto, ma il miglior modo per onorare la sua cittadinanza in questo momento è estenderla a chi rischia la vita in nome della libera ricerca. Giulio è caduto per questo: perché era un intellettuale, un ricercatore. A chi può sembrare impropria questa cittadinanza propongo di ragionare che è italiano chi nelle scuole e nelle università italiane studia e fa ricerca in nome della libertà e, in nome della libertà da noi difesa, viene perseguitato. Zaky è italiano».