CONDIVIDI

La misteriosa schiuma bianca e oleosa invade per l’ennesima volta le strade. Un problema che si trascina da cinque anni e che il Comune non riesce a risolvere   

 

L’hanno ironicamente soprannominata “Blob” la schiuma che schizza dai tombini di Acerra e che di tanto in tanto, da cinque anni, invade le strade col suo carico di bollicine bianche. Ieri pomeriggio lo strano quanto inquietante fenomeno ambientale si è riproposto in tutta la sua misteriosa evidenza nella zona a nord della città, tra il corso della Resistenza e via De Gasperi, nei pressi dell’ufficio postale. Qui ancora una volta tanta schiuma che è schizzata dalle sentine delle strade e che ha colorato di bianco asfalto e marciapiedi. Ma c’è di più, purtroppo. Alcuni abitanti delle strade interessate dal fenomeno hanno segnalato di aver avvertito contemporaneamente strani odori risalire dalle tubature della rete fognaria dei palazzi. Anche nei giorni scorsi si è verificato lo stesso problema. Va avanti così da almeno un lustro, dal 2016. La scorsa settimana i poliziotti municipali sono stati incaricati dal sindaco di dare la caccia ai responsabili. Finora però i caschi bianchi non sono riusciti a sbrogliare la matassa. Cinque anni fa, quando il fenomeno iniziò, il Comune fece chiudere provvisoriamente una lavanderia. Ma nonostante questo provvedimento Blob ricomparve dopo appena qualche giorno, a lavanderia chiusa . Poi la stessa lavanderia è sparita: ha chiuso da parecchio, non c’è più. In tutto questo frattempo gli ambientalisti della zona, un gruppetto di agguerriti attivisti civici, hanno consegnato esposti e denunce sull’argomento. “Sono stato ascoltato sia dai carabinieri che dalla polizia municipale – racconta Alessandro Cannavacciuolo, leader ecologista del territorio – con i Volontari Anti Roghi abbiamo fatto indagini accurate. Siamo riusciti a capire il più che probabile punto di partenza di questa forma d’inquinamento. Abbiamo capito anche come si forma la schiuma: siamo a disposizione della magistratura”. Gli ambientalisti hanno analizzato la mappa della rete fognaria di Acerra. L’ipotesi è che i liquami industriali potrebbero essere terminati nelle condotte fognarie partendo dal confine meridionale della zona industriale, un chilometro a nord dell’area da cui fuoriesce la schiuma. Schiuma che si presenta oleosa e che emana odore di idrocarburi. “Il nostro sospetto – aggiunge Cannavacciuolo – è che questa sostanza possa essere il prodotto di una grossa azienda”. Resta però il fatto che il problema si trascina da troppo tempo per cui le polemiche sulla questione ambientale sono destinate a moltiplicarsi, vista anche la mancata soluzione di tantissime questioni e la carenza di controlli davvero efficaci. A ogni modo, appena tre giorni fa, i carabinieri forestali della stazione di Marigliano, diretti dal maresciallo Alessandro Cavallo, hanno denunciato a piede libero i titolari di cinque aziende ubicate ad Acerra, Marigliano e Brusciano che avevano realizzato impianti di scarico abusivi in grado di trasportare liquami industriali fino ai Regi Lagni e agli affluenti del grande canale che scorre tra i campi coltivati.