Blitz dell’Arma a Somma Vesuviana e Sant’Anastasia, in manette otto estorsori, c’è anche l’imputato dell’assassinio di Francesco Tafuro e Domenico Liguori

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 Estorsioni, spaccio di stupefacenti, detenzione e porto d’armi con l’aggravante del metodo mafioso e dalla volontà di agevolare i sodalizi camorristici. Ieri i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna al comando del capitano Tommaso Angelone, con i militari della stazione dell’Arma di Somma Vesuviana guidata dal maresciallo Raimondo Semprevivo, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della direzione distrettuale antimafia, nei confronti di otto indagati affiliati a locali fazioni criminali operanti a Somma Vesuviana e Sant’Anastasia in guerra tra loro.

 I risultati investigativi hanno accertato estorsioni con metodo mafioso ai danni di commercianti e imprese edili di Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. In un video diffuso dall’Arma, alcuni degli indagati maneggiano un fucile modificato e potenziato che nelle intercettazioni viene chiamato «il coniglio».  Gli arrestati sono Francesco Pellegrino, Domenico Giordano, Giovanni Somma, Francesco Iossa, Giuseppe Colurciello , Eugenio D’Atri . Ai domiciliari sono finiti Raffaele Panico, Giacomo Novelletti.

I soggetti sono legati a consorterie criminali in contrapposizione come dimostrato dall’episodio, contestato a Francesco Pellegrino di Sant’Anastasia, accusato di aver esploso colpi d’arma da fuoco nei confronti di Eugenio D’Atri. Quest’ultimo è già imputato del duplice omicidio Tafuro – Liguori avvenuto a Saviano nel febbraio del 2016 ed è attualmente detenuto anche con l’accusa di estorsione con metodo mafioso commessa sul territorio di Somma Vesuviana.

Fra gli arrestati vi è anche Domenico Giordano, raggiunto da gravi indizi in ordine ad una estorsione commessa ai danni del titolare di una ditta edile in Sant’Anastasia e già sottoposto a misura cautelare nell’ambito del procedimento Blusky per altra estorsione commessa in concorso con appartenenti del locale clan Anastasio.

Nell’ordinanza dell’operazione Blusky è evidenziato che proprio Giordano, recandosi personalmente a chiedere «regali», si recava da un imprenditore proferendo le frasi: «Aggiungi anche questo ai tuoi problemi, mò ce la vediamo noi».