Saranno i risultati dell’autopsia effettuata a chiarire le cause della morte del neonato giunto l’altranotte nell’ospedale Santobono di Napoli, verosimilmente in preda a una crisi respiratoria. Il piccolo è stato prima trasportato nell’ospedale di Nola e poi trasferito in quello pediatrico partenopeo, dove però è morto intorno alle tre.
I carabinieri di San Vitaliano, che stanno indagando sulla vicenda coordinati dai magistrati della Procura di Nola, sono stati allertati dal 112, a sua volta contattato dal personale del 118, intervenuto in un appartamento di Traversa Cittadella. A chiedere aiuto è stata la mamma del neonato: la donna si è accorta dei problemi respiratori del figlio e ha lanciato l’allarme. Su disposizione del magistrato inquirente, la salma del piccolo è stata sequestrata per l’esame autoptico. Il bimbo era l’ultimo dei quattro figli di una coppia originaria di Pomigliano d’Arco trasferitasi nel centro del Nolano da poco più di un anno.
“La tragica morte del bambino di un anno è un dolore che colpisce tutta la comunità”, ha detto a caldo dopo la tragedia il sindaco di San Vitaliano, Pasquale Raimo. “La notizia di questa tragica morte ci ha colti di sorpresa – ha aggiunto – e ha scosso l’intera comunità che ora piange la scomparsa di questo piccolo”.
Secondo quanto si è appreso, la famiglia non si sarebbe mai rivolta al Comune per chiedere aiuto, nè erano stati segnalati ai servizi sociali per eventuali difficoltà. Tutte le ipotesi circa questa tragica morte sono comunque al vaglio degli investigatori. Non si esclude che possa trattarsi di un caso di Sudden Infant Death Syndrome (SIDS), la cosiddetta “morte in culla o morte improvvisa” del neonato, un fenomeno improvviso che può verificarsi nei bambini di età inferiore a un anno. Secondo le statistiche il maggior numero di casi si presenta quando il piccolo ha un’età tra uno e cinque mesi di vita e comunque è ritenuta, la SIDS, una delle cause principali di morte nel primo anno di vita.
La notte tra il 28 e 29 settembre scorsi, invece, sempre al Santobono, era giunta una bimba di dieci mesi, anche lei dell’hinterland partenopeo, con un’intossicazione da una sostanza psicoattiva presente nella cannabis. La piccola a causa dell’assunzione accidentale di residui di droga era stata colta da convulsioni. Le sue condizioni erano apparse gravi in un primo momento poi, fortunatamente, grazie alle cure dei medici sono migliorate malgrado per diversi giorni la bambina fosse stata in pericolo di vita.

