Sono già quasi duecento le richieste giunte in poche ore per avere un libro gratuito a casa. Richieste che fanno emergere un’inaspettata fame di cultura ai tempi delle restrizioni da Coronavirus nel difficile hinterland napoletano e che sono arrivate all’indirizzo di posta elettronica unacittache@gmail.com, l’associazione di volontariato di Casalnuovo che si sta inventando di tutto pur di alleviare queste stressanti e tormentate settimane di quarantena da Covid 19: dai pacchi alimentari ai ticket spesa per chi è in difficoltà economica fino alle mascherine consegnate gratuitamente proprio quando erano ingiustificatamente costose e introvabili. Putroppo però, per effetto dei divieti anti contagio, è rimasta chiusa da settimane la Biblioteca Sociale Giacomo Leopardi di via Roma, spazio aperto a tutti da anni e che è gestito dall’associazione presieduta da Giovanni Nappi, noto professionista della zona con il pallino della cultura e dell’aiuto ai più deboli. Ma ora che le biblioteche pubbliche, anche quelle gestite dai privati, sono chiuse ( lo saranno almeno fino al 3 maggio) l’associazione “Una Città Che..” ha colto la palla al balzo per colmare questo brutto vuoto. Come ? Semplice, con l’avvio della consegna a domicilio di centinaia di libri da donare gratis a chi ne farà domanda. I volontari dell’associazione li consegneranno a casa, prendendo l’auto o magari in bicicletta se il tempo lo consentirà. “E’ un modo per avviarci alla normalità – racconta Nappi – per riscaldare i motori della biblioteca Leopardi, straordinario spazio di aggregazione culturale della città”. Sono state acquistate copie de “La napoletanità”, del giornalista e scrittore Gigi Di Fiore, opera che è un viaggio nell’anima del popolo napoletano dai Borbone a Pino Daniele, e di “Vuoto”, romanzo giallo di successo del noto scrittore partenopeo Maurizio De Giovanni. Intanto, mentre le librerie potranno riaprire, sia pure parzialmente, il prossimo 27 aprile, le biblioteche dovranno restare chiuse, anche nell’area compresa tra Casalnuovo e Pomigliano, dove ci sono notevoli strutture sia comunali che private dedicate alla lettura e alla consultazione di testi anche di livello universitario e accademico. Basti pensare che gli spazi della Biblioteca Sociale Leopardi qualche anno fa hanno ospitato il manoscritto autografo de “L’Infinito”.“Da qui siamo partiti – conclude Nappi – per consegnare pacchi alimentari, ticket e mascherine. Sempre senza voler sostituire le istituzioni, ma cercando solamente di aggiungere un nostro contributo. Vorremmo tornare gradualmente alla normale attività iniziando col portare un libro a casa delle persone”.

