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Preambolo. Il campionato iniziò con Fiorentina – Napoli e Juventus – Napoli, che titolai “vittoria entropica” e “volubilità quantizzata”; per molti versi questi titoli hanno rappresentato il leitmotiv di questa stagione. Il paragone con l’entropia ha riguardato la confusione, il disordine, la caoticità che ha contraddistinto alcune prestazioni, la volubilità quantistica, invece, quella natura ambigua del Napoli, diviso tra due personalità.

Copertina_Barcellona-Napoli_19-20La partita. Il Napoli non aveva nulla da pretendere dalla gara con il Barcellona, nulla da perdere, solo da guadagnarci, sperando in un miracolo. Inizia bene, Mertens becca il palo, poi l’irreparabile, caotico e inaspettato, una decisione arbitrale irragionevole che spezza le gambe agli azzurri. Il disordine prende piede, e il Napoli mostra la sua dualità quantistica, crolla, vive una mezzora di inferno. Subisce 2 gol su azione e l’ultimo su rigore. Lo score sarebbe stato ancora peggiore se l’arbitro non avesse visto un fallo di mano di Messi. Gli azzurri riprendono fiducia nel finale di tempo, con il gol di Insigne. Il Napoli attacca per buona parte della ripresa con un possesso palla abbastanza continuato, ma è pericoloso in poche occasioni. Il migliore in campo per gli azzurri è Insigne, bene Mertens, benino i subentranti Politano, Lozano e Milik, quest’ultimo segna un bel gol, ma in fuorigioco. Negativa la prestazione di quasi tutti gli altri. i centrali di difesa sono disastrosi. Non dimentichiamoci però da dove eravamo partiti e del fatto che gli avversari erano pur sempre i primi della classe, sebbene non al massimo delle loro capacità e a corto di uomini. Il Napoli mostra i suoi soliti lati positivi, con statistiche di fine gara che gli sorridono, ma come spesso in questa stagione subisce più del dovuto e finalizza poco. E anche i giudizi sulla partita si sono divisi. Il Napoli è fuori, e finisce la sua stagione.

Conclusioni e futuro. La prestazione con il Barcellona è l’emblema di questa stagione, che per tutta la sua durata è stata caratterizzata da un’anima duale degli azzurri, che ho paragonato a quella quantistica, alla dualità onda-particella, alla vita del gatto metà vivo e metà morto. Per lunghi tratti il Napoli è stato caratterizzato da questa incertezza, sia con Ancelotti sia con Gattuso: all’interno di una stessa partita capace di fare tano di buono, ma non senza errori, per poi crollare sulle sue gambe di cristallo. Sebbene con Gattuso abbia ritrovato un po’ di ordine e tranquillità, resta un certo disordine mentale che non permette a questa squadra di dare quel che può. Il compito di Gattuso sarà quello di porre rimedio a questi difetti congeniti, anche cercando qualche soluzione nel calciomercato, affidandosi a chi veramente crede di poter continuare, lavando dai loro cervelli qualsiasi paura o dubbio. Abbiamo iniziato con una “vittoria entropica” e una “volubilità quantizzata”, l’obiettivo del Napoli sarà quello di vincere in maniera deterministica e conquistare una propria identità.