Proseguono le indagini sulla distruzione di una pizzeria e il danneggiamento di una bigiotteria.
E’ stato identificato dai carabinieri uno dei presunti autori degli attentati incendiari alla pizzerie Paolella a alla bigiotteria GDB Collection. Secondo indiscrezioni i militari avrebbero individuato il responsabile dell’attentato incendiario che due giorni fa ha distrutto la nota pizzeria “Paolella” di corso della Resistenza. Dunque, il cerchio si stringe attorno agli autori del doppio raid che a colpi di bombe e di altri inneschi incendiari all’alba di sabato ha messo in ginocchio le due attività commerciali. In base a voci sempre più insistenti, i carabinieri della stazione di Acerra, diretti dal maresciallo Vincenzo Vacchiano e coordinati dal capitano Tommaso Angelone, comandante della compagnia di Castello di Cisterna, sarebbero riusciti a individuare uno degli attentatori che hanno incendiato la pizzeria rimasta completamente distrutta. Per quanto riguarda invece la bigiotteria “GDB” il titolare, Giuseppe Di Buono, ieri ha dichiarato che il negozio è ormai operativo grazie al lavoro di ripristino effettuato con l’aiuto di tutti i suoi familiari, impegnati in un difficile repulisti dai danni provocati dalla bomba incendiaria fatta scoppiare dai soliti ignoti sull’uscio d’ingresso del negozio, alle cinque del mattino di sabato. Ma rimane il problema dell’omertà. “Finora in questo territorio sono state pochissime le denunce degli estorsori – lamenta Salvatore Cantone, presidente dell’associazione antiracket Pomigliano per la legalità Domenico Noviello – però secondo me si tratta di un comportamento stupido visto che le leggi oggi sono all’avanguardia e che i protocolli attuali consentono il massimo della protezione per chi fa i nomi degli estorsori”. Paura eccessiva nonostante un’organizzazione adeguata al caso da parte di polizia, carabinieri e magistratura. E forse il fatto che la camorra del pizzo in queste aree metta a segno attentati eclatanti è proprio la dimostrazione di un crimine organizzato che fonda sul terrore diffuso il suo potere intimidatorio. Secondo Cantone però dall’altra parte lo Stato c’è. “Con la nostra associazione – spiega -abbiamo sempre fatto in modo di garantire il massimo della sicurezza grazie all’ottima organizzazione delle forze dell’ordine di zona”. Anche ad Acerra qualcosa è cambiato. Due anni fa è stata inaugurata la prima associazione antiracket cittadina, la cui base si trova nella chiesa del Redentore, in una zona semiperiferica. L’associazione è stata fondata da un imprenditore edile che tre anni fa subì un attentato a colpi di pistola.



