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Nuovo capitolo della vicenda Agrimonda, l’annosa questione ambientale che vede protagonista l’area che ospitava, fino al drammatico incendio del 1995, un deposito di fitofarmaci divorato dalle fiamme. Il sito, uno di quelli da bonificare, anche adesso che la competenza è regionale, insiste a ridosso del confine tra i comuni di Mariglianella e Marigliano, ed è per questo che il relativo problema riguarda entrambe le comunità dell’agro nolano.

L’ultima novità riguarda un’azione intrapresa dal Difensore Civico, l’avvocato Giuseppe Fortunato, il quale ha deciso di scrivere ancora una volta ai sindaci Felice Di Maiolo, primo cittadino di Mariglianella, e Antonio Carpino, al timone del comune di Marigliano, con il fine di adottare ogni provvedimento necessario a garantire l’incolumità e la salute dei cittadini. Dunque, entro il perentorio termine del 21 giugno, dato che l’estate è prossima e potrebbe verificarsi una intensificazione dell’inquinamento a causa dell’aumento del calore, il Difensore Civico invita i primi cittadini a realizzare idonee misure di tutela, avvertendo che se non si procederà in tal senso, allora si provvederà ad ottenere le stesse misure tramite un commissario ad acta nominato ai sensi dell’art. 136 del decreto legislativo 267 del 2000.

Quel che preme far notare all’avvocato Fortunato e a Ciro Tufano, il cittadino che vive a pochissimi metri dal sito ex Agrimonda e combatte una battaglia indomita ma solitaria contro l’ecomostro, è l’acclarata urgenza di misure di messa in sicurezza di emergenza, le quali purtroppo tardano ad arrivare a causa di quello che il legale definisce nel documento un “conflitto negativo di competenza”, ossia il classico scaricabarile. Si fa dunque presente, ancora, che i comuni di Mariglianella e Marigliano possono riservarsi ogni azione rispetto all’asserita inerzia della Regione Campania e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Vale la pena ricordare che una nota di ARPAC del 3 maggio 2019 rappresentava l’obbligo “di porre in essere idonee misure di messa in sicurezza di emergenza atte a eliminare il rilascio di esalazioni maleodoranti, verosimilmente dovuto agli stessi fitofarmaci che con l’aumento di temperatura ambientale, associata alla loro tensione di vapore, tendono a volatilizzare, oltre a porre in essere l’attivazione della procedura di bonifica”.

A tal proposito, lo scorso 10 giugno il direttore di ARPAC, Luigi Cossentino, nel corso di una diretta Facebook ha ammesso che attualmente c’è un rimpallo tra la Regione Campania e il comune di Mariglianella, un rimpallo che causa uno stallo. Tuttavia, secondo il direttore la geomembrana installata oltre un anno fa dovrebbe garantire il deflusso delle acque, le quali invece ristagnano all’interno di una copertura che già presenta squarci e scollamenti di cui ARPAC è a conoscenza, essendo stata sul posto lo scorso 10 aprile per una serie di rilevamenti di cui non sono ancora disponibili i risultati.

“ARPAC non ha di certo regalato la caratterizzazione, come è stato detto di recente: un ente di controllo dovrebbe venire a controllare la situazione e ordinare subito seri provvedimenti. Intanto nemmeno l’annunciato screening epidemiologico sulla popolazione è partito. Insomma, una questione per nulla chiusa dai comunicati ARPAC e ASL. Date risposte ai cittadini e non nascondetevi dietro a un dito!”, esclama un esasperato Ciro Tufano.

Infine, quella che appare come l’ultima beffa: recentemente sembrano fioccare le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria, anche e soprattutto tra San Vitaliano e Pomigliano d’Arco, eppure la centralina promessa per il sito ex Agrimonda non è mai stata collocata. Al suo posto, si fa per dire, la visita di controllo del comando di Polizia Municipale di Mariglianella, che effettua di tanto in tanto un sopralluogo teso a verificare l’effettiva presenza dei miasmi e dunque la salubrità dell’aria. Strumento tecnico adoperato? Il naso.