Emergenza rifiuti ad Acerra. Oggi tutti convocati in prefettura.
Non solo la mancata erogazione dello stipendio di maggio, delle prestazioni pasquali, dell’una tantum contrattuale. Non solo la rateizzazione della tredicesima e della quattordicesima e l’assenza di attrezzature per l’igiene personale e la sicurezza. Alla base della ribellione dei netturbini che ha messo in ginocchio strade e marciapiedi di Acerra, vale a dire la città dell’ inceneritore di rifiuti più grande d’Europa, c’è anche l’annunciata decisione dell’azienda, che gestisce il servizio di nettezza urbana per la bella cifra di 54 milioni in 7 anni, di ridurre a soli 6 giorni le vacanze estive dei 106 operatori ecologici. Lo stato di agitazione dei netturbini è scattato il 15 giugno scorso. Potrà tramutarsi in sciopero non stop il 25 prossimo, come da termini di legge. Nel frattempo la polizia ha già denunciato 77 di loro per interruzione di pubblico servizio. Intanto la città è già sporca, dappertutto. Ieri ad Acerra è stato anche dato il via al triste malcostume dell’incendio di cassonetti (vedi foto). Oggi però la prefettura ha convocato tutti negli uffici di piazza del Plebiscito. Obiettivo: mettere in moto la procedura di raffreddamento per porre fine allo stato di agitazione e scongiurare lo sciopero. Ma gli operatori ecologici sono esasperati. Non si spiegano come mai la Tekra, questo il nome della ditta di nettezza urbana, si stia comportando con loro in questo modo tanto scorretto.


