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Mentre resta forte il sospetto degli inquirenti antimafia in base al quale potrebbero esistere altre ricchezze rimaste abilmente nascoste, il prossimo mercoledi 3 ottobre il tribunale di Napoli deciderà sulla confisca del tesoro di Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini, i tre fratelli acerrani condannati in via definitiva l’anno scorso a 7 anni per un ingente traffico di rifiuti tossici che ha provocato un grave disastro ambientale nella Terra dei Fuochi. Nel frattempo i tre condannati sono liberi da un pezzo grazie a uno sconto di pena ma adesso in ballo c’è il destino di un patrimonio stimato di 222 milioni di euro, beni sequestrati un anno e mezzo dalla Dda di Napoli: 250 fabbricati, 68 appezzamenti di terreno, 50 tra auto, moto di lusso e autoveicoli industriali, 49 rapporti bancari e 3 elicotteri. Un tesoro intestato appunto ai fratelli di Acerra Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini, quest’ultimo ex maresciallo del nucleo informativo dei carabinieri di Napoli. Un patrimonio intestato anche a mogli e suoceri. Si profila dunque una cruciale battaglia giudiziaria, quella che si consumerà con l’udienza del 3 ottobre. I custodi giudiziari sono già all’opera per l’inventario dei beni. Si tratta di centinaia di milioni quasi tutti reinvestiti nel mattone. Case, ville, palazzi. Anche nelle località turistiche tra le più rinomate: 8 appartamenti a San Felice Circeo, 10 ville a Santa Maria del Cedro, una villa di oltre 800 metri quadrati coperti ad Agrogoli e 10 case a Tortora, a poca distanza da Praia a Mare. Per non parlare dei tre grandi appartamenti di Roma: due in viale Medaglie d’Oro, alle spalle del Vaticano, e uno in piazza Cinecittà. E sembra infinito l’elenco degli alloggi residenziali sotto sequestro ad Acerra. Oltre alle tre, enormi, ville in cui tuttora vivono le rispettive famiglie dei fratelli Pellini ci sono altri 144 appartamenti intestati ai re Mida dei rifiuti e alle loro mogli. Altri 14 si trovano a Caserta. 6 a Pomigliano, sul centrale corso Vittorio Emanuele. Ci sono pure una pasticceria di Marigliano e un distributore di benzina di Ceprano, in provincia di Frosinone. I terreni agricoli, infine, sono immensi. Moltissimi. Cingono tutta la parte occidentale e settentrionale di Acerra: località Lenza Schiavone, Lenza Fusaro, Sagliano, Tappia, Ponte di Napoli, vicino all’ospedale Villa dei Fiori. « Ma noi attivisti della Terra dei Fuochi – afferma l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo – siamo convinti che il sistema creato da questi signori dei rifiuti sia molto più grande di quello finora scoperto ».