Acerra, il sospetto: amianto sbriciolato nei campi di patate. Sequestrati 20mila metri quadrati di appezzamenti

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Due terreni in cui si sospetta la presenza di amianto.    

 

Emergenza ambientale infinita, sequestri di campi coltivati in cui si sospetta la presenza di amianto mentre don Maurizio Patriciello, il parroco del parco Verde di Caivano, ieri è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per lanciare l’ennesimo appello dalla Terra dei Fuochi. Intanto ad Acerra purtroppo la polizia municipale non ha fatto in tempo: le patate cresciute in quella che le autorità sospettano sia l’ennesima discarica tossica sono già state raccolte. Hanno preso da giorni la strada che le ha portate dritte ai mercati. A ogni modo i caschi bianchi ieri mattina hanno voluto lo stesso mettere a segno il doppio sequestro preventivo dei due grandi campi coltivati, appunto, a patate, in località Tappia, periferia contaminata al confine con i comuni di Afragola e Caivano, piena Terra dei Fuochi. Qui, mescolata ai terreni, due terreni confinanti, è stata rinvenuta una miriade di scarti, probabilmente di fonderia. Ma il comune parla addirittura di “probabile presenza di amianto”, amianto sbriciolato e gettato tra i solchi dei campi coltivati. Tonnellate di scarti sversati e poi arati durante la lavorazione dei terreni destinati alla produzione di alimenti primari. E si tratta di terreni vasti. Il sequestro preventivo deciso dalla polizia municipale interessa oltre 20mila metri quadrati di spazi, un’area grande quanto due campi di calcio. “Ecco, guardate – fa notare a poca distanza dai terreni sigillati Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista della zona – questa calamita sta prendendo metalli a non finire, e soltanto da un piccolo pugno di quel terreno”. Il magnete cattura decine di piccoli frammenti dalla terra in cui sono cresciute le patate. Sostanze che però dovranno essere analizzate dall’Arpac per un’attenta verifica. Ma è un’emergenza infinita. Nel tardo pomeriggio dal profilo degli ultimi terreni sequestrati si scorge in lontananza una grande colonna di fumo nero. L’ecomafia non si ferma. Nemmeno dopo la massiccia campagna mediatica scatenata dalla stampa e dalle istituzioni. Da Acerra e da tutto il Napoletano sono però gli stessi agricoltori a lanciare l’appello a non generalizzare. Ecco il grido d’aiuto: dare il via a un piano serio e dettagliato di caratterizzazione dei terreni coltivati.                                  

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